‘Ndrangheta, sequestrati 420 milioni di euro. Locali anche nel centro di Roma

di Gianluca Pace
Pubblicato il 13 Marzo 2014 11:25 | Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2014 11:31
Un frame del video dell'operazione di oggi, 13 marzo 2014

Un frame del video dell’operazione di oggi, 13 marzo 2014

ROMA – 420 milioni di euro, tanto è stato sequestrato oggi dai finanzieri (operazione “Mariage”) del Comando provinciale di Reggio Calabria e dello Scico di Roma a 40 esponenti di potenti cosche della ‘ndrangheta operanti nella provincia di Reggio Calabria.

Indagini che nascono  nell’ambito dell’operazione “Metropolis” nel corso della quale, il 5 marzo 2013, erano state arrestate 20 persone reati associazione mafiosa. Gli arrestati appartenevano alle cosche Morabito e Aquino (questo l’elenco completo degli arrestati, con tutte le foto).

La cosca Morabito è una delle famiglie più potenti della ‘ndrangheta, originaria di Africo, nella Locride con ramificazioni in tutta Italia, da Milano a Roma. La cosca Aquino è invece originaria di di Marina di Gioiosa Ionica.

Nel corso dell’operazione di oggi sono stati sequestrati anche negozi e attività commerciali nel centro di Roma, beni immobili e società operanti nel settore dell’ edilizia nel Lazio per un valore totale di oltre 7 milioni di euro.

Tra i locali sequestrati a Roma, il Caffè Fiume, nelle adiacenze della piazza omonima poco distante da via Veneto, sequestrata anche  una porsche usata da Saverio Razionale. A Vibo Valentia i sigilli sono stati messi a terreni e a una concessionaria di auto.

Chi è  Saverio Razionale?

Razionale è considerato dagli investigatori “elemento di vertice dell’omonima compagine criminale, alleata della potente cosca dei Mancuso di Limbadi, nel territorio di Vibo Valentia”

Saverio Razionale, secondo gli inquirenti, “è  al vertice della cosca dagli anni 80, dopo l’attentato in cui perse la vita in un agguato a Pizzo il precedente capo cosca Giuseppe Gasparro, detto Pino u gatto – agguato in cui egli stesso rimase ferito – era divenuto un elemento di riferimento per tutte le attività della cosca criminale, dalle estorsioni, all’usura, al riciclaggio, oltre ad essere coinvolto in fatti di sangue”.

Il trasferimento a Roma.

“Trasferitosi a Roma nel 2005 – si legge nella nota – dopo l’ arresto e la successiva scarcerazione per scadenza dei termini di custodia, era riuscito a dar vita, nella Capitale, ad una rete criminale specializzata nel reinvestimento di proventi illeciti in beni immobili ed attività commerciali, nonché nel condizionamento e nell’infiltrazione degli appalti, tramite società di comodo”.

“Condannato a quattro anni e sei mesi nel 2011 – continua la nota – dalla Corte d’appello di Catanzaro, per associazione di tipo mafioso, con sentenza diventava definitiva all’inizio del 2012 con la pronuncia della Corte di Cassazione che aveva rigettato il ricorso presentato dai sui legali, Razionale si era reso latitante, sino allo scorso febbraio, quando la Suprema Corte, pur confermando la condanna per l’associazione di tipo mafioso, aveva annullato il provvedimento per una questione tecnico-giuridica connessa ad una errata determinazione della pena da parte della Corte d’Appello, che lo aveva condannato e che non aveva tenuto conto delle attenuanti generiche a suo favore”.

Operazione “Metropolis”, gli arresti:

Il video dell’operazione di oggi: