Fase 2, circolare Viminale non cita autocertificazione. Ma può essere richiesta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Maggio 2020 15:54 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2020 16:58
Fase 2, circolare Viminale non cita autocertificazione. Ma può essere richiesta

Fase 2, circolare Viminale non cita autocertificazione. Ma può essere richiesta (foto ANSA)

ROMA – Nessun riferimento al modulo di autocertificazione per gli spostamenti nella circolare inviata oggi, 3 maggio, dal Viminale ai prefetti sulle prescrizioni in vigore da domani e fino al 17 maggio.

Il testo si limita a segnalare che le circostanze giustificative sugli spostamenti, in caso di controlli da parte delle forze dell’ordine, “possono essere forniti nelle forme e con le modalità consentite”.

Quindi ancora autocertificazione. E va bene il vecchio modello.

Per la giustificazione lavorativa può essere esibita “adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini e simili)”.

Per rispetto della privacy non devono essere indicate le generalità dei congiunto dai quali si va in visita.

Riguardo alle prescrizioni sugli spostamenti, la valutazione dei casi concreti “dovrà essere affidata ad un prudente ed equilibrato apprezzamento che conduca ad un’applicazione coerente delle disposizioni contenute” nel Dpcm sulla Fase 2.

Così il Viminale in una circolare ai prefetti che invita a trovare il punto di equilibrio tra la salvaguardia della salute pubblica da perseguire essenzialmente con il divieto di assembramento e “l’esigenza di contenere l’impatto sulla vita quotidiana dei cittadini”. 

La circolare sottolinea “l’assoluta necessità di far leva sul senso di responsabilità dei singoli cittadini”.

L’obiettivo del nuovo quadro di regole, spiega il Viminale, “è trovare un punto di equilibrio tra la salvaguardia primaria della salute pubblica e l’esigenza di contenere l’impatto delle restrizioni sulla vita dei cittadini, tra il sostegno al riavvio del sistema economico produttivo e la sicurezza dei lavoratori”. (fonte ANSA)