Cludio Scajola, l’accusa: “Concorso esterno in associazione mafiosa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Maggio 2014 8:35 | Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2014 9:45
Cludio Scajola

Cludio Scajola

ROMA – Claudio Scajola dovrà difendersi anche dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa (come riportano tutti i giornali, compresa La Stampa). L’interrogatorio con i pubblici ministeri è stato fissato per mercoledì prossimo, 14 maggio. L’accusa è contestata anche agli altri indagati, da Amedeo Matacena alla moglie Chiara Rizzo, alle segretarie e ai collaboratori, dalla Procura di Reggio Calabria.

Nella richiesta della procura di Reggio di misure cautelari, si legge: “Ad ulteriore conferma della pianificata strategia di completamento della più ampia operazione di attribuzione fittizia dei beni posta in essere consapevolmente dagli indagati, si riportano le sintesi delle seguenti conversazioni, pertinenti l’“apparente” separazione coniugale dei Matacena, che si autoesplicitano in tutta la loro chiarezza”.

Gli investigatori della Dia e i pm Francesco Curcio e Giuseppe Lombardo, in sostanza, credono che l’annunciata separazione della coppia sia un depistaggio. “Alle ore 10:14:03 del 30/09/2013, Chiara (Rizzo) conversa telefonicamente con l’ex moglie [Vanessa] del fratello di Amedeo Matacena, Elio. Nel corso della telefonata, l’interlocutrice si congratula con Chiara per la decisione assunta di separarsi da Amedeo. Chiara, mostrandosi esterrefatta rispetto al fatto che tale informazione sia in possesso della sua interlocutrice, replica prontamente precisando che, in effetti, non si tratta di una separazione”.

Subito dopo aver parlato con Vanessa, Chiara telefona a Martino Politi, il factotum di Matacena, raccontandogli questa spiacevole fuga di notizie. “Nella circostanza si sente Chiara alquanto seccata e nervosa per le voci diffuse che si rivolge a Martino dicendogli: “tu lo sai per quali motivi … al telefono, a lei cosa dovevo dire”. Martino le risponde che le cose di famiglia non si devono dire e, Chiara, di rimando: “ … ma poi a Vanessa? ma poi non hanno capito della gravità se questa cosa si sa in giro!?”. Chiara spiega la risposta che ha fornito a Vanessa, pregando Martino di seguire questa linea: “che Amedeo glielo aveva detto un paio di mesi fa e lei non gli aveva mai mandato le carte e che, comunque, lei non è d’accordo sulle sue scelte”». Era da tempo che Matacena era impegnato a salvare le sue aziende: “Lo aveva fatto – scrive la Procura nel decreto di perquisizione – mascherando la sua presenza quale titolare di fatto delle società Ulisse e Amedeus spa, formalmente amministrate rispettivamente dall’ingegnere Pratticò e dall’avvocato Rijli”.