Conegliano, dopo il marito Laura De Nardo voleva uccidere la figlia?

Pubblicato il 20 Settembre 2010 13:38 | Ultimo aggiornamento: 20 Settembre 2010 13:38

Avrebbe avuto in mente di uccidere anche la figlia nata dal primo matrimonio, una donna disabile di nome Sally, 40 anni. I giornali oggi raccontano anche questo ulteriore particolare che avrebbe dovuto far parte del progetto di Laura De Nardo, la donna che fatto uccidere, a Conegliano, il marito Eliseo David da due killer per impossessarsi dell’eredità.

Laura De Nardo avrebbe voluto far uccidere anche la figlia Sally, quindi, alla quale David aveva intestato alcuni beni di famiglia. Ma non subito però: la donna doveva essere l’alibi per confermare la messinscena dell’omicidio durante una rapina finita male. Per ora si tratta di ricostruzioni giornalistiche, smentite dalla procura: “Può essere una suggestione inquietante ma a noi non risulta nulla. Le indagini si fanno sugli atti commessi e non sulle intenzioni”, come ha detto oggi il procuratore della Repubblica di Treviso, Antonio Fojadelli.

Non solo, perchè sui giornali c’è anche un’altra notizia: la polizia ha deciso di riaprire le indagini sulla morte di Ottorino Tonon, originario di Oderzo, primo marito della De Nardo e padre naturale di Sally. Tonon era morto nel 1971. Giovanissimo, era affogato in un lago nella zona di Sydney, in Australia, dove la coppia era emigrata, durante un’escursione in gommone. La De Nardo all’epoca aveva dato due versioni diverse: prima aveva detto di trovarsi sul natante poi, invece, di essere stata a riva. Sulla base di queste anomalie nella ricostruzione le autorità australiane decisero di eseguire l’autopsia ma la vicenda venne chiusa come un caso di annegamento. “Alla luce di quanto è successo vogliamo vederci chiaro” ha detto il questore di Treviso, Carmine Damiano. Più prudente il procuratore Fojadelli: “Il coroner aveva stabilito che si e’ trattato di un evento accidentale”. La segnalazione degli investigatori ai colleghi australiani circa quanto avvenuto in questi giorni a Conegliano, ha concluso Fojadelli, ”la trovo una nota di colore, nulla piu’ di un atto di cortesia”.