Coronavirus in Italia, bollettino 15 dicembre: 14.844 nuovi casi. Ancora troppi morti: 846. Giù ricoveri terapie intensive

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 15 Dicembre 2020 18:26 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2020 20:24
Covid, Veneto allo stremo: contagiati in 200mila da inizio pandemia. Zaia chiede al Governo la zona rossa

Covid, Veneto allo stremo: contagiati in 200mila da inizio pandemia. Zaia chiede al Governo la zona rossa (foto Ansa)

Coronavirus in Italia,  sono 14.844 i nuovi casi di positività  registrati nelle ultime 24 ore. Le vittime sono, invece, 846 morti. Questi i dati forniti dal ministero della Salute oggi, martedì 15 dicembre.

Scende il rapporto positivi/tamponi al 9,11% (ieri era 11,6). I tamponi eseguiti sono stati 162.880. 

Coronavirus in Italia, cala il numero delle terapie intensive

Si confermano in calo i pazienti ricoverati in terapia intensiva. Ad oggi, stando ai dati diffusi dal Ministero della Salute, sono 3.003 (-92) rispetto a ieri.

Scendono anche i ricoverati con sintomi passati dai 27.765 di ieri ai 27.342 di oggi (-423). I dimessi o guariti sono aumentati di 21.799 raggiungendo 1.137.416. Gli attualmente positivi in Italia sono 667.303 (-7.806).

I casi totali hanno raggiunto quota 1.870.576.

Degli 846 morti di oggi il totale sale a 65.857. Le regione con più decessi è il Veneto con 165. Segue la Lombardia con 114, il Lazio con 83, il Piemonte con 77. 

In Campania si registrano invece 74 e 54 dalla Puglia.

La Regione più colpita è ancora il Veneto con 3.320. Qui il tasso di positività schizza al 18 %, seguita da Lombardia (2.404), Emilia Romagna (1.238), Lazio (1.159), Piemonte (1.106), Sicilia (1.087) e Puglia (1.023).

Rezza: “Livello decessi è davvero troppo elevato”

Il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, alla conferenza stampa sull’analisi della situazione epidemiologica spiega che “oggi abbiamo dei dati contrastanti, piu di 14mila positivi e rapporto di positività sotto il 10% con un meno 92 di ricoveri in terapia intensiva”.

“Tuttavia il dato dei morti a 846 è davvero molto elevato e ciò indica che in questi 2-3 mesi il numero delle persone infettatesi è grande con una ripresa dell’epidemia imponente”.

Rezza spiega ancora: “Ricevo mail un po’ minacciose e rinfacciano alla sanità di rallentare l’economia, ma a rallentare è il virus non le misure”.

“Anzi le misure parzialmente restrittive come ora hanno tenuto bassa la circolazione del virus e hanno permesso delle attività. Se non si prende alcun provvedimento alla fine saremo costretti a fare il lockdown generale” (fonte: Repubblica, Ansa).