Coronavirus, lo sfogo dell’infermiere: “Noi bardati con 30 gradi e voi a dire che non c’è Covid”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Agosto 2020 14:26 | Ultimo aggiornamento: 15 Agosto 2020 14:26
Coronavirus, infermiere

Coronavirus, lo sfogo dell’infermiere: “Noi bardati con 30 gradi e voi a dire che non c’è Covid” (foto Ansa)

Coronavirus, lo sfogo dell’infermiere romano su Facebook: “Noi bardati con 30 gradi e voi a dire che non c’è Covid“.

Marco Bellafiore, infermiere al Policlinico Umberto I, su Facebook  si sfoga verso chi non rispetta il distanziamento e le misure di prevenzione o dice che l’epidemia di coronavirus è finita.

“Veniteme a dì che è tutto ok, che non ce n’è coviddi, che stasera annamo a ballà. Intanto, a 30 gradi e con una tuta da centro dimagranti sobrino, ce stamo noi, non voi.

Dopo quasi 5 ore di turno bardato dentro che me so sudato pure l’acqua del battesimo”.

E ancora: “Vai sereno zi, a te non capita. E se capita, ci sono gli str… che per un indennità di quasi 100 euro (lorde) al mese, si fanno turni interi in stile palombaro grondando acqua tipo che ce poi fa rafting quando se levamo la tuta.

Ma no, a te non capita, dai. E intanto noi se respiramo la stessa aria calda dentro una mascherina per ore. Andate in vacanza va, che io ancora nn ce so andato. Sarà per questo che so un po’ polemico”.

Coronavirus, Ranieri Guerra (Oms): “O azioniamo il freno ora o andiamo a sbattere”

Intervistato dal Corriere della Sera, il direttore aggiunto dell’OMS Ranieri Guerra esprime preoccupazione sull’attuale curva dei contagi da coronavirus:

“E’ adesso che dobbiamo agire, dopo potrebbe essere troppo tardi. Ci vuole un battito d’ali per rientrare nella criticità.

Man mano che i casi di nuovi positivi si accumulano i tempi di moltiplicazione dei contagi si accorciano. Significa che la crescita dell’epidemia da lenta diventa rapida e si ha una progressione geometrica”.

Per il tecnico Cts basta che tutti rispettino le tre regole fondamentali: mascherina, distanziamento e igiene delle mani:

“Faremmo ancora in tempo a tornare indietro, a cambiare marcia. Invece si vedono movide, affollamenti in spiaggia, giovani che tornano infetti dalle vacanze e spesso diffondono il contagio del coronavirus in famiglia. No, no va per niente bene”.

In ultimo la preoccupazione per la scuola, a meno di un mese dalla riapertura:

“Arrivare a ridosso della riapertura delle scuole con un numero di casi che la renderebbero pericolosissima. Perché è matematico che la curva col ritorno in aula salirebbe ancora – dice Guerra-.

Allora o azioniamo il freno o andiamo a sbattere”. (Fonti: Facebook, Il Corriere della Sera).