Ritrovato l’iPhone scomparso di Patrizia D’Addario

Pubblicato il 23 Agosto 2010 18:52 | Ultimo aggiornamento: 23 Agosto 2010 19:11

Patrizia D'Addario

E’ stato ritrovato per strada l’iPhone di Patrizia D’Addario. La donna ha affermato che le era stato sottratto nella villa dell’imprenditore salentino e presidente del Racale calcio, Salvatore De Lorenzis. Sarebbe avvenuta lì la violenza sessuale che la escort barese ha denunciato di aver subito. Il telefonino – a quanto si è saputo – è stato ritrovato all’esterno della villa, davanti al cancello d’ingresso: De Lorenzis lo ha consegnato in Questura.

L’iPhone, su delega del sostituto procuratore inquirente della procura salentina, Stefania Mininni, sarà ora inviato, insieme con altro materiale sequestrato, alla Polizia postale di Bari, per la duplicazione e gli accertamenti sul contenuto. Intanto, tramite il proprio legale, Salvatore De Lorenzis ha avanzato la richiesta di essere interrogato dal pm. Sulla base della denuncia della escort sarebbero tre gli indagati per i presunti tentativi di violenza sessuale subiti da Patrizia D’Addario nella villa nel Salento. Naturalmente, diverso è il racconto degli stessi accadimenti fatto dall’indagato principale, Salvatore De Lorenzis, l’imprenditore di video giochi denunciato dalla donna. L’uomo respinge le accuse e dice che la escort si è inventata tutto per farsi pubblicità.

Per i legali di De Lorenzis, è stata Patrizia D’Addario a chiedere di essere ospitata nel week end di Ferragosto ”nella villa affittata da De Lorenzis: i contrasti tra loro due sono sorti perche’ la donna e’ stata sorpresa a fare videoriprese con il suo telefono cellulare, cosa che faceva gia’ ai tempi in cui frequentava Palazzo Grazioli. Accortosi delle registrazioni in corso, il ‘re dei video giochi’ – secondo la ricostruzione dell’entourage di De Lorenzis – ha allontanato dalla sua villa D’Addario, mandandola in un bed & breakfast. Dopo sei ore dalla lite, la escort quarantatreenne e’ andata nella questura di Lecce e ha denunciato l’imprenditore per tentativo di violenza sessuale e lesioni per lividi che aveva su una gamba della donna. La donna ha fatto anche i nomi di un fotografo milanese, Maurizio Sorge, e del titolare di un’agenzia di modelle che si trovavano nella villa al momento dei fatti. Ma anche Sorge, sentito dagli investigatori, dice di non aver nulla da nascondere: ”Le foto e i video che ho consegnato agli inquirenti – ha detto nei giorni scorsi ai giornalisti – documentano come stanno realmente le cose”.