Disoccupato in Comune chiede i 37 euro per i profughi ma…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Settembre 2015 11:18 | Ultimo aggiornamento: 17 Settembre 2015 11:18
lavoro

(foto Ansa)

ROMA – Un uomo sui 35-40 anni residente a Scorzè, cittadino italiano, disoccupato, come racconta il Gazzettino, si è presentato agli uffici del piano terra del municipio per l’attivazione del contributo che viene riservato ai richiedenti lo stato di profughi. Ma, come racconta la vicesindaco e assessore ai servizi sociali Nais Marcon, “gli impiegati non hanno potuto che riservarsi di esaminare la pratica ma il nostro Comune non prevede, e così neanche la legge, questa sorta di reddito di cittadinanza per i cittadini italiani”.

Scrive Renzo Favaretto del Gazzettino: Un uomo sui 35-40 anni residente a Scorzè, cittadino italiano, bianco e probabilmente senza lavoro, si è presentato agli uffici del piano terra del municipio per l’attivazione del contributo che viene riservato ai richiedenti lo stato di profughi. Soltanto che il provvedimento di presentazione dei moduli era stato avviato dal Comune di Telgate in provincia di Bergamo con l’invio di una lettera ai cittadini e non da quello di Scorzè, come ha accertato l’ufficio del municipio. «Gli impiegati non hanno potuto che riservarsi di esaminare la pratica ma il nostro Comune non prevede, e così neanche la legge, questa sorta di reddito di cittadinanza per i cittadini italiani», ha sottolineato la vicesindaco e assessore ai servizi sociali Nais Marcon.
La lettera del sindaco di Telgate Fabrizio Sala indirizzata ai suoi concittadini, e scaricabile in rete con lo stampato, era di poche righe. “Caro concittadino, ti invito a compilare l’allegato modulo in modo che io mi adoperi affinché lo Stato si faccia carico delle tue necessità e chiedere al Governo Italiano, anche per te, lo stesso trattamento economico di 37 euro giornalieri che viene riservato a tutte le persone richiedenti lo status di profugo, che ormai quotidianamente arrivano nelle nostre regioni, grazie alle infelici operazioni Mare Nostrum, Frontex e ora Triton”.
Nel modulo si richiedono i dati di identità, il codice fiscale e la dichiarazione di «avere una situazione socio economica di fragilità dettata da reddito pensionistico, disoccupazione, cassa integrazione, mobilità o altro».
Il sindaco di Scorzè Giovanni Battista Mestriner, da sempre contro l’attuale politica governativa sui migranti, è tuttavia critico nei confronti dell’iniziativa del collega di Telgate: «Non si può giocare sulla pelle della gente illudendola in questo modo – ha commentato il sindaco – Quel residente di Scorzè era proprio in buona fede e convinto di poter accedere al contributo dei 37 euro data la condizione in cui versa la sua famiglia. Ma non credo sia questo il modo per imporsi in politica o per far sì che lo Stato si faccia carico delle persone indigenti».