Domenico Maurantonio. Una pista: lassativo, in bilico per un bisogno. Lo tenevano…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Maggio 2015 13:01 | Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2015 13:01
Domenico Maurantonio, in bilico per un bisogno. Lo tenevano, poi... La pista

Domenico Maurantonio, in bilico per un bisogno. Lo tenevano, poi… La pista

MILANO – Un’ipotesi, per ora. Ma che spiega tutto quello che al momento si sa sulla morte di Domenico Maurantonio, lo studente di 19 anni morto in gita a Milano in seguito alla caduta da una finestra. Domenico, dopo aver preso a sua insaputa il lassativo, sarebbe stato aiutato da qualcuno a liberarsi. Qualcuno che lo avrebbe tenuto sospeso sulla balaustra mentre lui andava di corpo. E che poi, per qualche motivo, ha mollato la presa.

A indirizzare gli investigatori verso questa ricostruzione sono soprattutto i segni sulle braccia di Domenico. Segni che indicano che qualcuno l’ha tenuto e che sono assolutamente compatibili con questo tipo di ricostruzione. Tutto questo spiegherebbe anche le feci sul balcone da cui è precipitato il giovane, e quelle ritrovate vicino al corpo nel luogo della caduta.

Con il passare delle ore, intanto, aumentano le certezze su quanto accaduto e si incrina il muro di silenzio che i compagni del ragazzo hanno tirato su dopo la tragedia. Alcuni, infatti, hanno raccontato di quella sera: in tanti, compreso Domenico, avevano bevuto troppo. E tra i particolari confermati ci sarebbe anche quello del lassativo che è costato la vita al giovane. Resta da capire chi era con Domenico al momento dell’incidente, chi lo ha tenuto e poi lasciato andare e soprattutto perché.

La Questura di Milano, intanto, invita tutti alla cautela. E con un comunicato stampa cerca di mettere un freno alle indiscrezioni.  “La vicenda della tragica morte di Domenico Maurantonio ha visto susseguirsi, su taluni organi di informazione, una serie di opinioni ed illazioni, allo stato destituite di fondamento – si legge in una nota – che vengono attribuite agli investigatori che, viceversa, nel rigoroso rispetto delle indagini e nel doveroso rispetto del dolore dei genitori, si astengono da qualsiasi comunicazione non fondata su elementi concreti. Il Dirigente della Squadra Mobile e l’Ufficio Stampa della Questura mai hanno comunicato notizie afferenti le dichiarazioni degli studenti ed in particolare se siano o meno credibili. La Questura di Milano, nel pieno rispetto dell’assoluta indipendenza di chi fa informazione, auspica d’altro canto che ciascuno si faccia carico delle proprie – più che legittime – supposizioni, senza spacciarle come provenienti dagli investigatori”.