Don Ciotti: “Dai morti di mafia a Elisa Claps, il silenzio protegge gli assassini”

Pubblicato il 18 marzo 2011 9:19 | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2011 9:30

ROMA – ”Ci sono le vittime innocenti delle mafie e i cittadini uccisi anche dai silenzi e dalle complicita’. Come gli scomparsi, le cui famiglie aspettano giustizia”. Cosi’, in un’intervista a Repubblica, il presidente di Libera don Luigi Ciotti spiega il senso della 16/a giornata della ‘Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie’ che si svolgerà a Potenza.

Una località, spiega, scelta non a caso perché in terra lucana esistono sia ”zone di ombra”, sia ”una società che lotta per la giustizia e che ci aspetta per sentire questa vicinanza”. Elisa Claps, ma anche altri, sono per il sacerdote il simbolo di questa ”zona grigia”: ”La Basilicata – afferma – conta 16 casi irrisolti: la piccola Ottavia De Luise, scomparsa nel ’75, Maria Antonietta Flora di Lagonegro, anche lei mai trovata. E poi il mistero dell’uccisione dei fidanzati di Policoro, Luca e Maria Rosa, e l’omicidio di Vincenzo De Mare, probabilmente – afferma don Ciotti – perché aveva scoperto un traffico di rifiuti”.

Don Ciotti esorta la Chiesa a ”portare avanti quel processo di purificazione dal potere di ogni natura. Una chiesa più povera – aggiunge -, più coraggiosa, meno prudente nella denuncia delle ingiustizie e del disfacimento etico, piu’ vicina ai poveri e a chi fa fatica. Pero’ devo dire che la Chiesa è i nostri volti, è fatta da tutti noi, che dobbiamo sentire di essere chiamati a una testimonianza cristiana e a una responsabilità civile”.