Firenze come Genova: sciopero selvaggio dei bus. L’assessore: “Ricatto contro Renzi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Dicembre 2013 10:13 | Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre 2013 15:59

Firenze come Genova: sciopero selvaggio dei bus nella città di RenziFIRENZE – Firenze come Genova. Siamo infatti nel secondo giorno di sciopero selvaggio dei bus. L’Ataf, l’azienda di trasporto pubblico di Firenze, come l’Amt di Genova insomma. Nel capoluogo ligure si arrivò a 5 giorni di sciopero, Firenze per ora è ferma a 2 ma l’agitazione, scaturita sempre a causa delle privatizzazioni, non sembra destinata a placarsi. Uno sciopero che l’assessore ai trasporti del Comune definisce “un ricatto contro il sindaco Matteo Renzi”.

Giovedì sera il prefetto Luigi Varratta ha precettato i lavoratori che, in un’assemblea nella notte, hanno confermato lo sciopero per oggi dopo che ieri erano saltate le fasce di garanzia. Venerdì mattina molti cittadini non informati della protesta erano alle fermate in attesa dei bus. Lo sciopero è contro la disdetta della contrattazione aziendale e lo “spacchettamento” di Ataf, privatizzata un anno fa.

Nella giornata di giovedì i lavoratori dell’Ataf non hanno rispettato le fasce di garanzia, lasciando letteralmente a piedi tantissimi cittadini ignari. Lo sciopero di 24 ore era infatti stato annunciato da alcuni giorni ma la decisione di non garantire il servizio negli orari protetti era stata presa solo all’alba nel corso di una assemblea dei tramvieri. La decisione ha così colto impreparata la città.

Al centro della protesta, la disdetta degli accordi integrativi e l’ipotesi di “spacchettare” l’azienda. Dai lavoratori forti critiche al sindaco di Firenze Matteo Renzi, ritenuto il principale responsabile della privatizzazione di Ataf. Nel giugno 2012 è stata infatti ceduta Ataf Gestioni, ramo d’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale fiorentino e che comprende, tra l’altro anche il personale e i mezzi. Ad aggiudicarsi il ramo d’azienda, per 18,9 milioni di euro, è stato un raggruppamento di imprese facenti capo al gruppo Fs (composto da BusItalia-Sita Nord in qualità di capofila, Cooperativa autotrasporti pratese e Autoguidovie). I tramvieri hanno inscenato un corteo che dal deposito di Viale dei Mille ha raggiunto le vie del centro. Con loro anche delegazioni di tramvieri da Genova e Roma.

“Questo non è più uno sciopero selvaggio ma un ricatto in violazione delle norme nazionali. Stanno calpestando i diritti dei loro stessi concittadini“: non ha dubbi l’assessore ai trasporti del Comune di Firenze Filippo Bonaccorsi. “Tanto più – aggiunge – che in quella che chiamano piattaforma non c’è assolutamente niente. Qui non è Genova, dove ancora si discute di privatizzazione. A Firenze la privatizzazione è stata fatta un anno fa senza che sia stato perso un posto di lavoro o un centesimo dalla busta paga”. Lo sciopero, secondo Bonaccorsi, “ha altre finalità: un regolamento di conti tra organizzazioni sindacali e lo scopo politico di colpire Matteo Renzi. Gli slogan e gli striscioni di ieri lo indicano chiaramente”. L’assessore ha annunciato un incontro con il prefetto Luigi Varratta, la cui precettazione non è stata rispettata, per chiedere “il massimo delle sanzioni sia nei confronti dei singoli, sia delle organizzazioni sindacali”.