Francesca: “Avevo 13 anni e don Marino (53 anni) voleva un figlio da me”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 gennaio 2014 10:46 | Ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2014 10:47
Francesca: "Avevo 13 anni e don Marino (53 anni) voleva un figlio da me"

Francesca: “Avevo 13 anni e don Marino (53 anni) voleva un figlio da me”

CAMPOBASSO – “Don Marino mi ha violentata quando avevo 13 anni e diceva di volere un figlio con me”. Francesca, nome di fantasia, ha tenuto il silenzio per 4 anni nel paese di Portocannone, in provincia di Campobasso. Un paesino del Molise in cui Francesca non ha trovato la solidarietà che sperava: “In paese difendono quell’uomo. E io sogno di fuggire”, racconta a Luigi Innocenti di Repubblica.

Don Marino Genova è il prete della parrocchia di Portocannone ed ha 58 anni. Il sacerdote è stato sospeso in via cautelativa a divinis dal vescovo della diocesi di Termoli-Larino dopo che la ragazza ha denunciato gli abusi sessuali. Abusi che l’avrebbero portata a due tentati suicidi. La ragazza racconta che il sacerdote le disse di volere un figlio da lei, lì nella sagrestia dove la toccò la prima volta, quando aveva appena 13 anni:

“«Sì, mi diceva che ai miei 18 anni avrebbe voluto un rapporto completo. Io non volevo rimanere incinta, ma lui insisteva. Non ha mai preso precauzioni durante i nostri rapporti sessuali».

Quattro anni di silenzio e solitudine, fino al suo racconto e alla querela:

“«Aver raccontato tutto mi fa sentire sollevata, soprattutto dallo scorso 3 aprile, quando ho denunciato don Marino. Non lo faccio per soldi, ma per il male che mi è stato fatto. Oggi provo tanto schifo: per lui, per ciò che mi ha fatto, ma anche disprezzo verso me stessa, per non essere stata capace di difendermi. Spero almeno che la mia storia dia il coraggio di ribellarsi a chi vive vicende simili, in particolare eventuali altre vittime di don Marino: potrei non essere stata l’unica ad aver ricevuto le sue attenzioni sessuali»”.

La ragazza, orfana di padre, iniziò a frequentare la parrocchia del paese quando le chiesero di suonare l’organo per il coro, lei che a 7 anni frequentava già il conservatorio. Così appena 12enne, Francesca conobbe Don Marino:

“«Mi mandava messaggi chiedendomi di andare in chiesa per aiutarlo. La prima volta che ha approfittato di me era da poco morta mia nonna ed ero molto fragile. Da quel momento è stato un susseguirsi di incontri intimiin sagrestia e anche a casa sua. Ci vedevamo un paio di volte a settimana»”.

Francesca non ha la forza per denunciare tutto, fino a quando una corista nota qualcosa:

“«Una corista del gruppo parrocchiale aveva notato qualcosa di strano e un giorno sono crollata con questa signora. Avevo 17 anni e fino ad allora nessuno sapeva ciò che stava accadendo da quattro anni. Perfino mia madre: pensava che i miei disagi fisici — vomito, isteria, insonnia — fossero dovuti all’ansia per i troppi impegni tra il liceo, il conservatorio e il coro. Con questa signora sono anche andata dal vescovo Gianfranco De Luca»”.

Compiuti 18 anni, Francesca si è sentita abbandonata:

“«Dopo che ho presentato la denuncia, mi sono ritrovata abbandonata a me stessa, anche economicamente. Il vescovo, che in passato mi aveva aiutato, dopo il mio diciottesimo compleanno ha dichiarato che stava diventando troppo costoso. L’ho scritto anche a Papa Francesco in una lettera in cui gli ho raccontato la mia storia e ciò che sto vivendo, il profondo disagio interiore in cui vivo: il malessere è esploso, tanto che ho pensato di farla finita»”.

Poi sono arrivati i tentativi di suicidio. Ora Francesca è seguita da uno psichiatra ed ha abbandonato la scuola, il coro e il conservatorio. Ma a ferirla ancora è stata la reazione dei paesani, schierati con il sacerdote:

“«A ferirmi oggi sono anche tutte quelle persone che in qualche modo lo difendono o sostengono che in fondo non sono una vittima anche se avevo solo 13 anni e lui oltre quattro volte la mia età. In paese capita che mi ridano dietro o che su Facebook si formi un gruppo in suo favore. È incredibile, chissà se uscirò mai da questo tunnel di violenza psicologica. Persino la donna che all’inizio mi aiutò, mi portò dal prete esorcista del paese»”.