Francesco Schettino debole anche di vista: guardava monitor Concordia e non vedeva

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Gennaio 2015 14:29 | Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio 2015 15:19
Francesco Schettino debole di vista: guardò il monitor e non vide il Giglio

Francesco Schettino debole di vista: guardò il monitor e non vide il Giglio

GROSSETO – Francesco Schettino debole di vista, quello scoglio al Giglio non l’ha visto e nemmeno ha visto la posizione della sua nave rispetto all’isola. Ne è convinto il pm Alessandro Leopizzi che nella sua requisitoria durante il processo sul naufragio della Costa Concordia affonda:

“La condotta di Schettino è inescusabile, inenarrabile, prese un granchio cercando la sua nave sul monitor, senza vederci bene e buttando un’occhiata ‘fugace’, come dice lui”, e “credendo di essere un miglio indietro”, “non si ferma, fa un errore marchiano ai limiti dell’incredibile”.

Il pm si spinge a parlare di “valutazioni testicolari dell’imputato” (come dire: non molto accuratamente calibrate) mentre la nave va a 16 nodi “in acque ristrette” vicino a un’isola e all’imbocco di un porto (al Giglio) dove “l’ondata della Concordia avrebbe potuto rovesciare eventuali gozzi da pesca che anche a gennaio potevano uscire in mare e che, miracolosamente, non c’erano”.

“Schettino – ha detto Leopizzi – vuole davvero passare vicino al porto del Giglio, su richiesta del maitre Tievoli: da otto minuti vicino al radar sta inventandosi una rotta sul momento, naviga ‘a braccio'”, “la Concordia era in un altro punto rispetto a quanto credeva”. Sulla plancia, ha anche detto il pm, “Schettino ha detto che non sopportava il disturbo e che gli davano fastidio i giapponesi in visita di cui peraltro non c’è conferma: ma quella sera del naufragio – ha affermato Leopizzi – riempì la plancia di gente che rideva e scherzava”. Schettino “non si preoccupò di mettere una vedetta”, “neanche dopo i fraintendimenti col timoniere”, anzi “l’aletta di sinistra diventa palco d’onore per i suoi ospiti in plancia”.