Gabriele Sandri, alla famiglia risarcimento maggiorato per “calmare gli ultras”

Pubblicato il 31 Ottobre 2012 19:18 | Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre 2012 19:17
gabriele sandri

Striscione per Gabriele Sandri (LaPresse)

FIRENZE – Doveva essere un risarcimento “più basso”. Invece, alla famiglia di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso dal poliziotto Luigi Spaccarotella l’11 novembre 2007, sono arrivati dal ministero dell’Interno 3,1 milioni di euro. Di questi, però, solo una parte saranno restituiti dall’agente al Ministero: gli altri, invece, saranno un costo per la collettività, spesa per “evitare possibili disordini” dei tifosi per protesta.

La somma con cui il ministero dell’Interno ha risarcito la famiglia, sostiene infatti la Procura della Corte dei Conti della Toscana, è “superiore a quella che risulterebbe applicando le ordinarie tabelle di calcolo del danno. Visto che questo surplus e’ dovuto anche alla volontà di scongiurare reazioni della frangia facinorosa della tifoseria, l’agente dovrà restituire solo 1,5 dei 3,1 milioni versati dallo Stato”.

Per ora, però, si tratta solo della tesi della Procura nel procedimento che dovrà definire la somma che Spaccarotella dovrà restituire allo Stato. Il processo penale si è chiuso il 14 febbraio scorso con una condanna definitiva a 9 anni e 4 mesi di reclusione per il poliziotto Luigi Spaccaratolla, accusato di omicidio volontario.

Il ministero – in quanto ‘datore di lavoro’ dell’agente – ha poi risarcito la famiglia Sandri con 3 milioni e centomila euro, somma che il responsabile del danno  è chiamato a restituire allo Stato. Nel processo alla Corte dei Conti, il magistrato contabile toscano Acheropita Mondera ha spiegato che, nel calcolare l’entità del danno, l’amministrazione dello Stato ha voluto anche scongiurare possibili disordini della tifoseria, nel caso in cui avesse percepito come inadeguata la cifra stabilita. Ecco che, ha aggiunto il magistrato, nell’azione di rivalsa, lo Stato non potrà pretendere dal poliziotto la somma intera, ma solo 1,5 milioni: i restanti 1,6 rimangono a carico della collettivita’. Il calcolo del danno, infatti, non si è basato solo sul comportamento dell’agente ma anche su quelle che potevano essere le reazioni degli ultrà. La decisione del giudice contabile e’ attesa nei prossimi mesi.