Guida alle “oneste” trattorie italiane: Germania consiglia i locali che non pagano il pizzo alla camorra

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 18 Luglio 2011 13:54 | Ultimo aggiornamento: 5 Agosto 2011 10:45

ROMA – La guerra al pizzo ed alla camorra passa dalle cucine delle trattorie “oneste”: il consolato tedesco a Napoli, in collaborazione con la Federazione delle associazioni antiracket e antiusura italiane, ha stilato la lista delle trattorie di Ercolano che non pagano il pizzo alla camorra nella guida Derrick. I turisti tedeschi in Italia potranno quindi scegliere dove mangiare non solo in base alla prelibatezza dei cibi, ma anche consapevoli che i loro soldi non alimenteranno i commerci della malavita.

Lodata da Andrea De Martino, nuovo prefetto di Napoli, che l’ha definita “una vera macchina da guerra, la chiave per mettere nell’angolo la mafia”, l’iniziativa potrebbe però rivelarsi un’arma a doppio taglio, poiché più che una battaglia alla camorra potrebbe costituire un accanimento contro le vittime del pizzo, che alla pubblicazione delle guida rischiano di vedere una significativa diminuzione dei propri commerci, a fronte delle regolari richieste di soldi da parte dei camorristi.

La prefettura napoletana ha richiesto una traduzione in italiano della guida Derrick,  contenente la preziosa lista, che potrebbe rivelarsi un pericolo anche per gli esercizi commerciali non ancora vittime di racket: se la lista finisse nella mani della camorra, gli esattori potrebbero utilizzarla per ampliare le proprie attività criminali, ma allora spetterebbe agli esercenti trovare il coraggio di denunciare i propri strozzini alle autorità.

Segnalare le trattorie “oneste” è un’iniziativa che comporterà reazioni forti e contrastanti: da un lato ci saranno le vittime della camorra, poi anche vittime di un’emarginazione dal turismo tedesco, dall’altro lato ci si aspetterebbe uno stimolo, per tutti i commercianti vittime del racket, ad erigersi contro il pizzo e denunciare i propri aguzzini. Le lodi e l’entusiasmo della prefettura di Napoli però dovrebbero contenere un retrogusto amaro, se uno stimolo alla soluzione del problema “tipicamente” italiano, del paese celebre al mondo per “pizza, mafia e mandolino”, viene posto dalla Germania che tutela i suoi turisti. Sarebbe allora naturale chiedersi chi penserà alla tutela dei cittadini italiani, vittime della camorra nella propria casa.