Igor il Russo, l’ex compagno di cella: “Si faceva togliere i denti senza anestesia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 novembre 2017 21:37 | Ultimo aggiornamento: 30 novembre 2017 21:37
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Igor il Russo

ROMA – Ha diviso la cella per sette mesi con Norbert Feher, alias Igor il Russo, il killer super ricercato da quando, ad aprile scorso, ha ucciso Davide Fabbri, barista di Budrio (Bologna) che aveva provato ad opporsi a una rapina, e la guardia ecologica Valerio Verri, 62 anni, che ha avuto la sfortuna di incontrarlo mentre era in fuga.

Libero Quotidiano ha intervistato il compagno di cella di Igor nel carcere dell’Arginone, senza fare il nome per rispettarne l’anonimato richiesto, e che vive fuori Milano.

Come era in cella? “La sua branda era sopra la mia, a fianco c’era un terzo detenuto che tempo fa è stato intervistato a “Quarto Grado”. L’ho riconosciuto. Come era Igor? Un tipo molto introverso e soprattutto sempre in allerta. Lui si sedeva a gambe incrociate e guardava sempre con un occhio in direzione della porta. Era come se dovesse controllare che non succedesse qualcosa. Sembrava un militare: si svegliava presto e faceva la sua branda in modo perfetto, piegava le coperte in modo preciso. Poi passava alle flessioni. Ci teneva tantissimo al suo fisico atletico”.

Le ha mai parlato del suo addestramento militare? “No. Ma si intuiva che aveva dei numeri, che sapeva il fatto suo. Io so solo che a dicembre, nonostante il freddo pazzesco, lui scendeva in cortile in canottiera. Non so proprio come facesse. Era abituato alle basse temperature. Era un toro, mai una malattia, mai una medicina. Una cosa che mi ha colpito è il suo livello di sopportazione del dolore. Veniva dal dentista con me e si faceva togliere i denti senza anestesia. Non so perché, e soprattutto non so come riusciva a sopportare tanto male. Magari non amava le punture… Sempre in quel periodo chiese di lavorare come fattorino, doveva cioè portare pane o caffè nelle celle. Lo ha fatto per un mese solo, eseguiva gli ordini senza mai sgarrare. Si inventava sempre cose diverse, costruiva giochi con il cartone. Era un creativo. A Carnevale vinse anche il premio per la miglior maschera costruita. So che amava la sciabola e l’arco, ma di armi come pistole non ha mai parlato” (…)