Ferrara. Igs, l’azienda è in liquidazione: monta la protesta

Pubblicato il 24 Febbraio 2010 17:15 | Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2010 17:15

La situazione dell’Igs, una fabbrica di Ferrara che produceva cerchi in lega, sembra ormai definitivamente segnata. La sorte delle famiglie di 200 operai che lavoravano nello stabilimento di Ruina, frazione di Ro, è più che mai appesa a un filo. Da diversi giorni i lavoratori erano fermi e l’azienda stava utilizzando la Cassa Integrazione Straordinaria. L’industria era in sostanza bloccata, la produzione interrotta. Diversi produttori di energia minacciavano da tempo di interrompere gli allacciamenti.

Fino all’ultimo si è cercata una soluzione per evitare la catastrofe sia da parte politica che da parte dei sindacati. Il sindaco di Ro, Filippo Parisini, ha seguito la vertenza al fianco dei lavoratori, non mancando di criticare a più riprese l’operato di Massimo Veneselli, l’imprenditore che solo nel 2008 perfezionò l’acquisto dell’azienda grazie ad un fondo dei Monte dei Paschi. Diversi attestati di solidarietà sono giunti dall’intero spettro del mondo politico italiano, dalla Lega Nord ai Comunisti. Il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero aveva anche incontrato i lavoratori in presidio permanente.

«La ferita procurata da Veneselli sta portando l’Igs al dissanguamento – aveva affermato qualche giorno fa Parisini – ma continuo ad essere fiducioso. La situazione è oggettivamente difficile ma stiamo cercando tutte le strade per tamponare la emorragia. Si naviga a vista e speriamo che i presidi messi in atto da lavoratori, sindacati ed istituzioni possano portare ad una evoluzione positiva della stessa vertenza».

Oggi la fiducia è sempre più in crisi. Dal 22 febbraio l’azienda è ufficialmente in mano ad un liquidatore.

Una quarantina di operai sono venuti il 23 febbraio in pullman da Ferrara per contestare l’ex comproprietario. Hanno pacificamente sfilato per la città, passando prima una mezz’ora davanti alla sede legale della società, il resto della mattinata davanti all’abitazione di Veneselli.

«Da Ferrara siamo venuti a protestare. Ci avevi promesso che ci sapevi fare, ma ci siamo ritrovati a zappare!», scrivono gli operai negli striscioni e nei fogli che infilano nella buca delle lettere dell’ex proprietario. Poi ritornano tutti a casa dove l’avvenire è più che mai incerto.