Influenza A: aumentano i casi gravi, soprattutto tra i bambini. Poi c’è il dilemma delle vaccinazioni

Pubblicato il 2 Novembre 2009 - 09:09 OLTRE 6 MESI FA

Aumentano dubbi e timori per l’influenza A, che continua a causare casi gravi e ricoveri. Il timore rischia inevitabilmente di crescere dopo la morte della bimba di 11 anni a Napoli, dodicesima vittima in Italia, prima fra i bambini nel nostro Paese. I pediatri invitano a immunizzare subito i piccoli, rinvigorendo così le preoccupazioni sui ritardi in alcune regioni del vaccino.

A Napoli è morta un’altra donna, di 45 anni. E’ la vittima numero 13 in Italia, a causa del virus.

A Pompei il sindaco ha convocato l’unità di crisi e disposto la chiusura delle scuole per due giorni, dal momento che nella città campana sono stati registrati altre tre casi nelle ultime ore tra i più piccoli.

Dopo quella della Campania, appare particolarmente compromessa la situazione in Puglia dove si segnalano due nuovi pazienti gravi, che si aggiungono ai due dei giorni precedenti.

Un’altra bambina, di Bolzano, di 11 anni, è ricoverata a Innsbruck in Austria da una settimana: le sue condizioni sono ancora critiche, fanno sapere i medici. Le vengono somministrati farmaci antibiotici e antivirali. Una bimba di 12 anni è stata invece ricoverata prima a Portogruaro e poi a Padova “a titolo precauzionale”.

Permangono gravi a Genova le condizioni di una donna incinta colpita dall’influenza A, e quelle di un pensionato di 79 , ricoverato all’Ospedale San Martino di Genova a causa di problemi respiratori provocati dal virus.

Rimangono stabili anche le condizioni dei tre bambini ricoverati in terapia intensiva, al Policlinico Umberto I di Roma, colpiti dall’influenza H1N1 e già affetti da patologie croniche invalidanti. Nello stesso ospedale sono state ricoverate per precauzione altre tre persone: un donna in gravidanza, un uomo adulto e un ragazzo. In Emilia Romagna preoccupazione per le condizioni gravi ma stazionarie di una donna all’ospedale di Vaio a Fidenza.

Il ministero del Welfare ha fatto il punto sulla disponibilità dopo le polemiche degli ultimi giorni. In una nota ufficiale ha scritto che alla data del 30 ottobre scorso tutte le Regioni sono state in grado di iniziare l’offerta vaccinale. Emilia Romagna che ha cominciato per prima, e Lombardia hanno cominciato le vaccinazioni.

«Questa influenza non è pericolosa per la salute. È solo molto più contagiosa. In compenso, ha un grado di letali­tà dieci volte inferiore a quello di una qualsiasi altra influenza classica, di stagione e forse ciò è dovuto proprio al fatto che i più colpiti sono i bambini anzi­ché gli anziani, con le loro fragi­lità», queste le parole del viceministro del Welfare Ferruccio Fazio.

Dure invece le parole di Giuseppe Scaramuzza, segretario regionale di CittadinanzAttiva, Tribunale per i diritti del malato: “Quello che sta avvenendo negli ospedali romani riguardo all’influenza è di una gravità inaudita. Dal Gemelli al Pertini al san Giovanni, pronto soccorsi presi d’assalto da cittadini per essere rassicurati sui sintomi influenzali. Per fortuna nel maggior parte dei casi tutto si risolve con dei semplici consigli per gestire la febbre alta. A settembre era stata annunciata l’apertura di 800 studi di medici di famiglia per almeno 10 ore continuative e ancora a oggi nulla di tutto ciò è successo. Chiediamo – conclude Scaramuzza – di attivare immediatamente gli 800 studi medici, il numero verde previsto per l’influenza A insieme al rafforzamento della guardia medica che entra in funzione la notte e nei fine settimana”.

Drammatica la situazione alnche all’estero, soprattutto in Ucraina dove ad oggi sono 53 le persone morte a causa del virus. Proprio per l’alto numero di casi, il ministero della Salute ucraino ha predisposto la chiusura di tutte le scuole di Kiev che non riapriranno fino a nuovo ordine.