La famiglia Ciontoli e la notte in cui morì Marco Vannini

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 Settembre 2015 - 11:37 OLTRE 6 MESI FA
La famiglia Ciontoli e la notte in cui morì Marco Vannini

La famiglia Ciontoli e la notte in cui morì Marco Vannini

ROMA – E’ la notte del 17 maggio, la signora Maria Ciontoli chiama al telefono la signora Vannini. Si conoscono, i loro figli sono fidanzati da qualche anno, e quella sera la comunicazione da mamma a mamma è questa: “Signora, Marco è caduto dalle scale e sta andando in ospedale”. Ma quello che è successo quella sera a Marco Vannini, 22 anni, è ben lontano da una caduta dalle scale.

Marco è morto in seguita a un colpo di pistola partito all’interno della casa della fidanzata di Marco. Ora tutta la famiglia Ciontoli è indagata per la morte di Marco Vannini. Al padre, sottufficiale di Marina con incarico nei servizi segreti già indagato da maggio, si aggiungono anche la moglie Maria, i due figli Martina e Federico e anche Viola, la fidanzata di Federico.

Marco è morto nella villetta di Ladispoli della fidanzata. Era a cena con lei e con la famiglia di lei, una serata abituale per questa coppia insieme da tempo, due fidanzatini ventenni che frequentavano le rispettive case e famiglie. Ma quella sera un colpo di pistola uccide Marco e i fatti accaduti immediatamente dopo non aiutano a capire perché Marco sia morto.

Le 23,15 è l’orario in cui Marco viene raggiunto da un proiettile alla spalla destra, proiettile che passa il polmone e raggiunge il cuore. Il giovane non muore subito ma non vengono chiamati subito nemmeno i soccorsi. Perché? Sui fatti immediatamente successivi ci sono le dichiarazioni di Antonio Ciontoli, il “suocero” di Marco, che si addossa subito la responsabilità. La sua versione è questa: mentre Marco faceva un bagno nella vasca, lui è entrato nella stessa stanza da bagno, a quel punto il ragazzo avrebbe chiesto di vedere l’arma in dotazione al militare, e allora sarebbe accidentalmente partito un colpo.

La versione non convince i familiari di Marco che in questa bizzarra storia vengono avvertiti molto dopo dei fatti. Perché il papà di Martina sarebbe entrato in bagno mentre Marco era, presumibilmente nudo, nella vasca da bagno? Perché quell’improvvisa curiosità per l’arma? Come può a un militare esperto partire un colpo accidentale, semplicemente sfiorando la pistola?

Non solo. Successivamente viene chiamata l’ambulanza, al 118 si parla di una caduta e ma poco dopo l’ambulanza viene disdetta dagli stessi Ciontoli. Poi parte un’altra telefonata: stavolta l’ambulanza viene sollecitata ma si parla del ferimento nella vasca da bagno con un pettine appuntito. Marco a quel punto viene portato al piano terra della villetta, gli vengono messi addosso abiti non suoi. Quando arriva in ospedale ormai non c’è niente da fare. Da allora i Ciontoli preferiscono non parlare e non rispondere ai numerosi appelli della famiglia Vannini che per mesi si è rivolta alla trasmissione Chi l’ha visto? per avere chiarezza e giustizia, per sapere se, anche solo con una chiamata tempestiva dei soccorsi, Marco poteva essere salvato.