Lecco: “Posti di controllo in tempo reale”, chiuso gruppo Fb

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Maggio 2016 18:13 | Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2016 18:13
Lecco: "Posti di controllo in tempo reale", chiuso gruppo Fb

Lecco: “Posti di controllo in tempo reale”, chiuso gruppo Fb (foto d’archivio Ansa)

LECCO – Chiuso il gruppo “Posti di controllo in tempo reale a Lecco“: la Polizia Stradale di Lecco ha avviato un’indagine su un gruppo aperto di Facebook e denunciato i partecipanti attivi per i reati di interruzione di pubblico servizio e turbativa dell’attività di prevenzione delle forze dell’ordine impegnate sulle strade. Secondo quanto finora raccolto dagli inquirenti il gruppo segnalava la presenza di posti di blocco e controllo sulle strade.

Aggiunge il sito Lecco Notizie:

“L’intento – spiega il comandante della Polstrada, Mauro Livolsi – è quello di scoraggiare la partecipazione attiva e la creazione di gruppi di condivisione di informazioni sui posti di blocco/controllo, volendo in questa sede evidenziare la differenza tra questi e l’attività di rilevazione delle infrazioni concernenti la velocità, a mezzo di apparecchiature autovelox”.

Queste ultime, infatti, sono necessariamente ed opportunamente pubblicizzate, anche sul sito della Polizia di Stato, mentre il posto di controllo o di blocco per propria natura e per la stessa piena efficacia, invece, deve essere compiuto “a sorpresa”, al fine di poter garantire una prevenzione reale.

“Qualora la località del controllo venisse pubblicizzata a mezzo di strumenti telematici o informatici – spiega il comandante Livolsi – si determinerebbe, a titolo di esempio, non solo la mera agevolazione del conducente che guida in stato di alterazione psicofisica (comunque pericoloso per sé e per gli altri), ma anche l’elusione dello stesso da parte di coloro che volessero perpetrare, o avessero già compiuto reati, con buona pace dell’efficacia del servizio di pubblica sicurezza”.

Le indagini circa le responsabilità di coloro che hanno postato i messaggi sul gruppo, in particolare per il reato di interruzione (o turbativa) di pubblico servizio e diffamazione aggravata dall’utilizzo del mezzo stampa, hanno permesso la individuazione di alcuni partecipanti attivi al gruppo ed il deferimento all’Autorità Giudiziaria.