L’influenza di quest’anno è tutta “A”, 250 mila italiani colpiti

Pubblicato il 3 Novembre 2009 18:52 | Ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2009 18:52

Per quest’anno l’influenza stagionale è targata H1n1. Raffreddori, tosse, male alle articolazioni e debolezza generale: i sintomi sono praticamente gli stessi di qualsiasi altra sindrome influenzale che arriva puntuale con l’autunno e il primo freddo.

Il panico da “suina” e l’assalto ai pronto soccorsi di tutta Italia sono il risultato di un male piuttosto comune, che questa volta ha fatto 17 vittime, ma tutti soggetti che avevano gravi patologie preesistenti.

Gli oltre 230 mila casi di malati dell’ultima settimana sono dovuti all’influenza A, si può dunque rinunciare al tampone di accertamento: parola del ministero del Welfare.

«Nella fase epidemica occorre sottolineare che il nostro Paese, come tutti gli altri, sta sorvegliando non più i casi confermati di influenza ma, attraverso una rete “sentinella” di medici/pediatri di famiglia, i cui assistiti costituiscono campione della popolazione italiana, le forme simil-influenzali, quelle cioè che si presentano con febbre, tosse, dolori articolari, etc. L’esecuzione del tampone faringeo, dunque, per la conferma di infezione da virus AH1N1 non ha alcun significato ai fini del trattamento del caso, anche perché è plausibile che la quasi totalità di tali malattie influenzali – in questo momento – siano attribuibili a tale infezione, poiché i dati della sorveglianza virologica indicano la assoluta predominanza di tale ceppo virale», si legge in una nota.

Lo stesso viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, aveva scongiurato già lunedì ogni delirio di popolo dicendo che l’influenza è lieve, ha sintomi leggeri e fa poche vittime.

Insomma, basta andare dal medico invece di intasare gli ospedali e curarsi come tutti gli anni dal pericolo malessere dovuto a sbalzi di temperatura, piogge e tempo incerto. Per chi vuole stare più sicuro c’è anche il vaccino, consigliato alle donne incinte e ai bimbi più esposti al rischio: entro il 20 novembre ogni Regione avrà a disposizione 3,7 milioni di dosi somministrabili ai richiedenti, così come predisposto a partire dal 12 ottobre, data di inizio della distribuzione.