Madoff dei Parioli: spunta la lista con 12 nomi “criptati”

Pubblicato il 11 Aprile 2011 12:55 | Ultimo aggiornamento: 11 Aprile 2011 12:55

ROMA –  Spunta una nuova lista di clienti di Gianfranco Lande, il “Madoff dei Parioli”. Dodici nomi criptati di altrettanti investitori che hanno nascosto le proprie identità per sfuggire al fisco, per evitare, come scrive Flavio Haver sul Corriere della Sera, di avere problemi nel caso in cui la finanziaria venisse controllata dalla magistratura.

“L’elenco completo dei clienti è inserito in un file che io ho preparato. Ci sono una dozzina di soggetti che, in quanto codificati, stavo cercando di identificare per attribuire loro un’identità, avrebbe detto Lande agli inquirenti, secondo quanto scrive Valentina Errante sul Messaggero. Credo che questa fosse un’abitudine generata intorno al 2000. Non ho nessuna idea del motivo. Per altri soggetti avevo già svolto, con successo, l’attività di decriptazione, incrociando i dati con le risultanze delle movimentazioni bancarie. Trattandosi di soggetti gestiti da terzi non avevo la visibilità di queste situazioni. Credo ci possano essere motivazioni di carattere fiscale. Lo sforzo principale è stato quello di identificare i soggetti ma non ho effettuato delle quantificazioni. Si tratta di questioni prettamente fiduciarie”.

Gli investimenti criptati venivano effettuati in Italia “con bonifici e assegni, parte con operazioni estero su estero sul conto Hsbc. Non c’è più nulla, perché c’è stato un trasferimento massiccio di denaro per far fronte alla situazione finanziaria Eim. Sussiste uno stato di decozione di tutto il gruppo, generato da Eim. Le restituzioni sono state sostenute da Dharma e successivamente da Egp”.

“Circa 100 persone tra quelle che ho conosciuto sapevano che Eim non era abilitata. Ricordo il nome del principe Giovanni Pignatelli. Sapevano perché c’è stata chiarezza fiscale e chiarezza nei rapporti. E sapeva anche Luigi Maroni Ponti. Il principe Pignatelli, assieme ad altri clienti, ha scudato nel 2002”.

Il denaro raccolto da Torreggiani, ha raccontato ancora Lande, veniva annualmente utilizzato per rimborsare i clienti. Dal ’94 in poi la disponibilità finanziaria solo per una minima parte è stata investita. Io non avevo piena conoscenza di ciò. Dal ’97 in poi non ho più fatto effettivamente parte della Eim, salvo mantenere le cariche formali. Pur essendo titolare del conto corrente non ho preso cognizione dei relativi movimenti che ho analizzato solo successivamente. Ero titolare di un conto Carispaq, ma non ho mai controllato gli estratti conto perché venivano mandati all’ufficio in via Bocca di Leone”.