Marco Biagi e scorta revocata. Claudio Scajola e Gianni De Gennaro prescritti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Maggio 2015 10:37 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2015 10:37
Marco Biagi e scorta revocata. Claudio Scajola e Gianni De Gennaro prescritti

Marco Biagi e scorta revocata. Claudio Scajola e Gianni De Gennaro prescritti (nella foto lapresse Claudio Scajola)

BOLOGNA – Claudio Scajola e Gianni De Gennaro prescritti per la vicenda della mancata scorta a Marco Biagi, ucciso dalle brigate rosse nel 2002. Lo ha deciso la sezione distrettuale del tribunale dei ministri di Bologna.

I due erano indagati per cooperazione colposa in omicidio colposo. In sostanza i due erano accusati di aver revocato la scorta al giuslavorista senza autorizzarne un’altra. Scajola era accusato in qualità di ministro dell’Interno e autorità nazionale di pubblica sicurezza dal 10 gennaio 2001, il secondo quale capo della Polizia e direttore centrale di pubblica sicurezza dal 26 maggio 2000, già vicecapo della Polizia e direttore centrale della Criminalpol dal 1994.

Si tratta dell’inchiesta bis del procuratore Roberto Alfonso e del Pm Antonello Gustapane sulla mancata scorta al giuslavorista, riaperta dopo la trasmissione a Bologna di nuovi documenti, in particolare gli appunti dell’ex segretario del ministro Scajola, Luciano Zocchi.  La Procura aveva concluso l’indagine a fine febbraio, chiedendo al tribunale dei ministri di procedere nelle forme di rito all’interrogatorio di Scajola e De Gennaro, anche per sapere se intendevano o meno avvalersi dell’intervenuta prescrizione; era chiesto poi di disporre l’archiviazione per intervenuta prescrizione nel caso i due indagati non rinuncino; e di trasmettere gli atti alla Procura, con relazione motivata, per la loro immediata rimessione al presidente del Senato, qualora i due indagati rinunciassero alla prescrizione e il collegio ritenga di dover procedere.

Secondo quanto appreso le difese di Scajola e De Gennaro, rappresentati rispettivamente dagli avvocato Giorgio Perroni e Franco Coppi, non hanno fatto richiesta di interrogatorio ma si sono affidati a memorie scritte, senza esprimere volontà di rinunciare alla prescrizione. Prescrizione dichiarata quindi dal collegio del tribunale, che non sarebbe entrato nel merito.