Marina Berlusconi contro Repubblica: “In Fininvest non ci sono zone d’ombra”

Pubblicato il 28 Novembre 2009 - 17:07 OLTRE 6 MESI FA

Marina e Silvio Berlusconi

Marina e Silvio Berlusconi

«Nell’azionariato Finivest non esistono zone d’ombra e anni ed anni di indagini e perizie della procura di Palermo lo hanno sottoscritto». Così la presidente di Fininvest, Marina Berlusconi, replica all’articolo “L’asso nella manica dei boss Graviano, i soldi del Cavaliere” pubblicato oggi da Repubblica. In cui si sostiene che il 20 per cento delle azioni Fininvest ci potrebbero essere capitali mafiosi, cosa che potrebbe rendere il premier ricattabile dai clan siciliani.

Dura la risposta della figlia del presidente del Consiglio: “Non è degno di un Paese civile che la storia e il presente di un grande gruppo di livello internazionale, portato al successo dal lavoro, dal talento e dal coraggio di un grande imprenditore, di tutti coloro che con lui e dopo di lui vi hanno lavorato e vi lavorano – attacca Marina Berlusconi -, vengano così vilmente e senza il minimo fondamento infangati e insultati da questi professionisti della diffamazione, della calunnia, della disinformazione».

«Il 100% della Fininvest – spiega Marina, che ne è la presidente – come emerge incontrovertibilmente da tutti i documenti, appartiene alla nostra famiglia, a Silvio Berlusconi e ai suoi figli. Così è oggi e così è da sempre, non c’é mai stata una sola azione della Fininvest che non facesse capo alla famiglia Berlusconi – prosegue -. Anni e anni di indagini e perizie ordinate proprio dalla Procura di Palermo, durante i quali è stato rovistato in ogni angolo della nostra storia, si sono conclusi con l’unico possibile risultato, sottoscritto dal consulente della stessa Procura: nell’azionariato Fininvest non sono mai entrati una lira o un euro dall’esterno, non esistono zone d’ombra».

«Ma tutto questo – fa notare la donna, che dirige anche la Mondadori – per chi persegue un preciso disegno politico di annientamento non conta nulla. L’importante è mettere su, senza nessun appiglio minimamente credibile, una sconcertante operazione di killeraggio per la quale provo rabbia e disgusto. Abbiamo già dato mandato ai legali di Fininvest – conclude Marina Berlusconi – di procedere sia in sede penale sia in sede civile, con un’azione adeguata all’enormità della calunnia, nei confronti di Repubblica e dei signori Bolzoni e D’Avanzo».