Massimo Giuseppe Bossetti al pm: “Cercate nel cantiere di Palazzago”

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 Luglio 2014 8:57 | Ultimo aggiornamento: 10 Luglio 2014 8:57
Massimo Giuseppe Bossetti al pm: "Cercate nel cantiere di Palazzago"

Massimo Giuseppe Bossetti al pm: “Cercate nel cantiere di Palazzago”

BERGAMO – Massimo Giuseppe Bossetti ha fatto quattro nomi e dato la sua spiegazione per quel Dna finito sul corpo di Yara Gambirasio. In due ore abbondanti di interrogatorio con il magistrato, incontro da lui stesso voluto, ha provato a dare una spiegazione che, secondo L’Eco di Bergamo, ha lasciato tiepidi gli inquirenti.

La sua spiegazione, perlatro già anticipata dai giornali settimane fa, di quel sangue sul cadavere è questa: Bossetti soffre di epistassi (perdita di sangue dal naso). E’ facile quindi che del sangue abbia macchiato accidentalmente gli attrezzi che usa quotidianamente al lavoro. Nella fattispecie, parliamo del cantiere di Palazzago dove Bossetti lavorava nel novembre 2010, quando Yara venne rapita e uccisa. A suo dire l’assassino avrebbe preso un suo attrezzo, magari un taglierino, e ucciso Yara e gli investigatori hanno trovato in questo modo il suo Dna sul corpo.

La traccia trovata, però, è piuttosto consistente e difficilmente spiegabile con una contaminazione accidentale come quella descritta da Bossetti. Lui ha fatto 4 nomi: quelli degli altri 4 operai che lavoravano con lui a Palazzago nel 2010. Non per incolparli di qualcosa ma per suggerire di riascoltarli (sono stati già dal pm) alla ricerca di possibili conferme alla sua versione dei fatti.