Melania Rea: le “bugie” di Salvatore Parolisi

Pubblicato il 21 Giugno 2011 - 19:24 OLTRE 6 MESI FA

ASCOLI PICENO, 21 GIU – Salvatore Parolisi ha trascorso gli ultimi due mesi a proclamarsi innocente rispetto ai sospetti che il misterioso assassino o assassina di sua moglie Melania fosse proprio lui. Ha difeso se stesso, ha invocato rispetto per il suo dolore di vedovo di una giovane donna uccisa. Ma prima ancora che la giustizia lo indagasse per omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela, l'opinione pubblica non gli ha dato mostra di credergli. Una sorta di 'condanna morale', figlia di molte supposte bugie inanellate dal caporalmaggiore e venute a galla poco a poco. Bugie su circostanze ammesse dall'uomo solo solo dopo che i magistrati e i carabinieri le avevano gia' scoperte. Su tutte, l'aver asserito di non aver mai tradito la moglie.

Una delle prime 'menzogne' smascherate quando e' apparsa la figura di Ludovica P., giovane e avvenente soldatessa romana conosciuta al 235 Rav Piceno di Ascoli dove il caporalmaggiore Parolisi e' istruttore. E' stata lei, ascoltata a lungo dai carabinieri, a rivelare non solo la storia con Salvatore, ma anche che la loro era una vera relazione sentimentale, tanto che l'amante le aveva promesso di essere pronto a lasciare la moglie per lei. Melania aveva saputo del tradimento, aveva rimproverato il marito, e contattato Ludovica per chiederle di lasciarlo stare. Sempre a Ludovica e' collegata un'altra bugia: il telefonino dedicato a lei che Parolisi aveva riferito di aver gettato in un cassonetto per mettersi quella storia dietro le spalle. Grazie ad un testimone casuale, il 7 giugno scorso l'apparecchio e' stato ritrovato nel campo sportivo di Villa Pigna, ben protetto da cellophane, nascosto fra le frasche. ''Ero li' per raccogliere una margherita per Melania'' si e' giustificato Parolisi, senza considerare che quel campetto tutto e' tranne che un prato in fiore.

Nel frattempo fra gli accertamenti degli investigatori si stagliava un'altra relazione dell'istruttore, con Rosa, anche lei soldatessa volontaria. Il flirt ''di una notte'' come Michele Rea, il fratello di Melania, ha detto che Salvatore l'aveva descritto, tacendo pero' del legame con Ludovica.

Ennesima 'bugia': Parolisi sostenne di aver visto sul telefonino dell'agente di polizia penitenziaria Raffaele Paciolla le foto del luogo in cui il cadavere di Melania venne ritrovato a Ripe di Civitella. Ma Paciolla, amico e vicino di casa della famiglia Parolisi a Folignano, quelle foto non le ha mai scattate.

Una lunga serie di mancate verita' non possono certo dimostrare che Parolisi e' un assassino, ma non hanno contribuito a migliorare l'immagine del vedovo 'inconsolabile'. Tanto che anche la famiglia Rea ha progressivamente preso le distanze dal padre della piccola Vittoria: non crede piu' alle parole di quel ragazzo che un tempo aveva accolto come un figlio.