Milano, violentata al Parco Monte Stella mentre portava a spasso il cane. Preso un uomo grazie al Dna

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 Luglio 2020 11:54 | Ultimo aggiornamento: 23 Luglio 2020 11:54
Milano, violentata al Parco Monte Stella mentre portava a spasso il cane. Preso uomo grazie a Dna

Milano, violentata al Parco Monte Stella mentre portava a spasso il cane. Preso un uomo grazie al Dna

Violentata mentre passeggiava al parco col suo cane. E’ accaduto lo scorso 15 luglio a Milano. Preso il presunto stupratore.

La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura di Milano, ha fermato un uomo accusato della brutale aggressione avvenuta al Parco Monte Stella di Milano

La violenza si è consumata il pomeriggio del 15 luglio scorso, ai danni di una donna che passeggiava con il proprio cane. Le indagini della Squadra Mobile, sono state rafforzate dagli accertamenti scientifici effettuati dal Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica.

La donna, 45 anni, era stata aggredita alla collinetta di San Siro intorno alle 18.20. Stando alle prime ricostruzioni, sarebbe stata  colta di sorpresa alle spalle da un uomo che l’ha trascinata per i capelli in un luogo appartato dietro la scuola primaria Martin Luther King, dove aveva abusato di lei.

L’uomo si è poi dato alla fuga facendo perdere le proprie tracce. La donna, soccorsa dai sanitari del 118, era stata accompagnata alla clinica Mangiagalli dove i medici avevano accertato la violenza.

Stupro al Parco Monte Sella, preso grazie al Dna 

Il fermato un senegalese di 24 anni. Alla sua identità gli investigatori sono arrivati grazie alla comparazione del Dna e dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Il procuratore aggiunto Letizia Mannella ha parlato di “indizi granitici”.

L’uomo è irregolare e a lui gli agenti della Squadra mobile sono arrivati anche grazie a un frame delle immagini delle telecamere di sorveglianza.

È stato trovato in un locale dell’ex mercato comunale di San Donato. L’uomo è stato individuato il 18 luglio ma il fermo è stato operato dopo i risultati delle analisi scientifiche.

Il primo controllo a suo carico risale al 2014 e ha alcuni precedenti penali. Sul movente del gesto il procuratore Mannella ha parlato di “rabbia contro le donne”. “E la rabbia non ha colore”, ha aggiunto. (Fonte: Ansa).