Militare morto per mesotelioma causato da amianto: giudice riconosce lo status di vittima del dovere

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 6 Luglio 2021 11:31 | Ultimo aggiornamento: 6 Luglio 2021 12:03
Militare morto per mesotelioma causato da amianto: giudice riconoscce lo status di vittima del dovere

Militare morto per mesotelioma causato da amianto: giudice riconoscce lo status di vittima del dovere (Foto d’archivio Ansa)

Il Tribunale del Lavoro di Milano ha riconosciuto lo status di “vittima del dovere” a un militare morto nel luglio 2017 per mesotelioma pleurico. Malattia dovuta all’esposizione all’amianto e che aveva svolto servizio militare nei Lagunari a Venezia dal marzo 1963 all’aprile 1964. Lo rende noto l’Osservatorio nazionale amianto.

Militare morto a causa dell’amianto è vittima del dovere

Il giudice Antonio Lombardi, accogliendo la richiesta della figlia rappresentata dal legale Ezio Bonanni, come si legge nella sentenza, ha accertato che “il decesso è riconducibile a causa di servizio”. E ha condannato il Ministero della Difesa alla liquidazione “dell’equo indennizzo e delle prestazioni previdenziali” a favore della figlia “orfana di vittima del dovere”.

“Con questa importante e storica sentenza – spiega l’Osservatorio – l’orfana ha ottenuto una speciale elargizione per l’importo di Euro 200.000, oltre perequazioni (presumibilmente un importo di circa 230.000 euro), e la costituzione di due assegni vitalizi mensili di 1033 e 500 euro, che percepirà per tutta la vita, oltre gli arretrati dalla data della morte del genitore. Si calcola che allo stato attuale abbia maturato prestazioni previdenziali per un importo di circa Euro 350.000”.

I militari che si ammalano di malattie polmonari in servizio

Sono alcune decine, afferma ancora l’Osservatorio, “le vittime di malattie professionali asbesto correlate tra coloro che hanno svolto servizio nei Lagunari, e l’Ona (Osservatorio amianto, ndr) è riuscito a dimostrare che i battaglioni ‘Marghera’, ‘Piave’ e ‘Isonzo’ avevano i mezzi da sbarco e di trasporto coibentati con amianto, e che la diversa componentistica era anche in amianto friabile ad elevata capacità di diffusione delle fibre”.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 60 giorni. Con la morte del padre, spiega ancora l’Osservatorio amianto presieduto dall’avvocato Bonanni, “l’orfana ha subito la lesione al suo mondo degli affetti, e il venir meno della principale figura di riferimento, subendo lo stress e lo shock della diagnosi e della prognosi e poi della morte”.

“Anche le strutture a terra – si legge ancora – erano caratterizzate da materiali contenenti la fibra killer. Furono utilizzate anche pezze e guanti di amianto, necessarie per poter sostituire le canne della mitragliatrice M-42/59 che dopo poche raffiche, si surriscaldavano. In questo modo, l’esposizione dei lagunari, tra i quali il deceduto, fu reiterata e costante e priva di protezione”.

Soltanto all’inizio degli anni 2000, spiega ancora l’Ona, “lo Stato Maggiore ha valutato la problematica amianto disponendo, negli anni successivi, che si accertasse il rischio e si cominciasse ad affrontare la questione della bonifica, che rimane, tutt’oggi, sul tappeto”. “Questa – ha dichiarato Bonanni – è solo la prima di una lunga serie di vittorie che otterremo in favore degli ex militari Lagunari. È doveroso ottenere giustizia, per loro e per i familiari”.