Migrante morto in mare con la pagella in tasca. Per lui una pietra di inciampo davanti alle scuole di Roma

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Dicembre 2019 18:38 | Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2019 18:38
Scuola, Ansa

Un’aula (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Cinque pietre di inciampo davanti ad altrettante scuole romane per ricordare il ragazzino del Mali morto in mare il 18 aprile del 2015 con una pagella cucita nella tasca.

L’iniziativa è stata adottata dall’istituto Simonetta Salacone, uno dei più multietnici della città con plessi distribuiti tra Torpignattara e Centocelle. Qui sono state installate pietre che recitano: “Al giovane del Mali morto portando una pagella sul cuore. Questa scuola avrebbe accolto lui e le altre persone che annegano cercando di attraversare il mare”.

La storia dello studente maliano morto in un barcone nel Mediterraneo a soli 14 anni era stata raccontata nel libro “Naufraghi senza volto” da Cristina Cattaneo, il medico legale che negli ultimi anni si è occupata di riconoscere i corpi dei migranti annegati in mare.

A moltiplicare condivisioni e commenti sui social aveva contribuito anche una vignetta di Makkox per Il Foglio. “Uau tutti dieci. Una perla rara”, dicevano, guardando la pagella, i pesci e molluschi al ragazzino che nel disegno rivive nel fondale del mare.

Tra i promotori romani dell’iniziativa c’è Marzia Colandrea, una mamma della scuola Carlo Pisacane, che si è occupata personalmente con altri genitori della produzione delle pietre di inciampo poi posizionate dal municipio competente sui marciapiedi davanti agli istituti.

“Abbiamo scelto di ricordare questo ragazzo in particolare per via della pagella sbiadita che gli fu trovata cucita sul cuore – spiega Colandrea all’agenzia Ansa -. Immaginiamo che volesse arrivare in Italia, che avesse affidato a quella bella pagella tante aspettative per una vita migliore. Noi avremmo accolto lui e tutti coloro che annegano cercando di attraversare il mare. Vogliamo diventare una scuola di inciampo, genitori di inciampo. Vogliamo che queste pietre diventino pietre vive”.

 La preside della Salacone, Rosanna Labalestra, parla di “una proposta fortemente condivisa, arrivata dai genitori e accolta subito con favore. Questa è una scuola davvero inclusiva che fa i conti ogni giorni con storie difficili di alunni e famiglie. Adottare questo bambino per noi è stato naturale”. 

Fonte: Ansa.