Nando Casamonica: “Gli aggressori del bar non fanno parte del clan. Noi non tocchiamo le donne”

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 maggio 2018 11:51 | Ultimo aggiornamento: 8 maggio 2018 11:51
Nando Casamonica: "Gli aggressori del bar non fanno parte del clan. Noi non tocchiamo le donne"

Nando Casamonica: “Gli aggressori del bar non fanno parte del clan. Noi non tocchiamo le donne”

ROMA – Non farebbero parte del clan dei Casamonica, i responsabili della duplice aggressione al Roxy Bar della Romanina, alla periferia di Roma.

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Parola di Nando Casamonica, fratello e successore del capostipite Vittorio, che in una intervista al quotidiano Il Messaggero prende le distanze dal brutale pestaggio avvenuto il giorno di Pasqua. Quattro persone sono finite in manette per quell’episodio. Le immagini di una telecamera di videosorveglianza che mostrano i due aggressori mentre prendono a cinghiate una disabile e il barista hanno fatto il giro del web. Ma Nando Casamonica è sicuro: “Mai visti prima. Non fanno parte del clan, ma se lo fossero bisognerebbe spezzargli le gambe”.

Al quotidiano romano Nando Casamonica spiega che quel bar era di proprietà della famiglia Casamonica, prima di essere venduto all’attuale proprietario, un romeno di 39 anni insultato e picchiato per aver servito il caffè prima ad una disabile. Non sono stati i Casamonica: “I giornalisti – spiega Nando – ci puntano le telecamere in faccia, noi siamo colpevoli in partenza, siamo un bersaglio facile. Ci sono persino degli impostori che si spacciano per appartenenti alla nostra famiglia per minacciare e rapinare. Noi della mia generazione abbiamo tre regole d’oro: mai toccare donne, bambini e droga”

Poi non manca di marcare il territorio: “Esiste un detto che spiega tutto: non rubare in casa dei ladri. La Romanina è casa nostra e noi qui non vogliamo avere problemi né con le forze dell’ordine né con i vicini”. I Casamonica puntano il dito anche contro la sindaca di Roma, Virginia Raggi, “rea” a loro avviso di voler strumentalizzare la vicenda: “Una passerella sfruttando il nome Casamonica. Piuttosto venisse per quel che le compete davvero: per la spazzatura che nessuno rimuove e in cui sguazzano i topi e per le buche sulle strade. Ci descrivono come mafiosi, addirittura come clan, ma prendersela con noi è facile, perché non ci siamo mai nascosti”.