Notte antimafia: arresti a Milano, Roma, Foggia e Alcamo (Trapani)

Pubblicato il 3 Novembre 2009 8:38 | Ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2009 8:38

Una serie di operazioni antimafia condotte in tutta la penisola, da Milano a Trapani, ha portato agli arresti di numerosi esponenti del mondo della criminalità organizzata.

Nelle prime ore del mattino è scattata a Milano e in tutta la Lombardia una vasta operazione condotta dalla Direzione investigativa antimafia della città e supportata dal comando Provinciale dei carabinieri, e dal Gico della Guardia di Finanza.

Le forze dell’ordine hanno eseguito 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere ed altre 50 perquisizioni con sequestro di beni, in relazione agli esiti di un’indagine diretta dai sostituti procuratori della Direzione distrettuale antimafia di Milano, Boccassini, Venditti, Dolci e Storari, nella quale risultano indagate 48 persone. In manette sono finiti esponenti di un’associazione a delinquere di stampo mafioso, radicata nella ‘ndrangheta.

Dieci, invece, gli arresti eseguiti  ad Alcamo (Trapani), nel corso di un’operazione antimafia denominata “Dioscuri”, condotta dalla Squadra mobile di Trapani nei confronti degli attuali vertici della famiglia mafiosa di Alcamo e di altri indagati ritenuti affiliati o comunque vicini a Cosa nostra.

I provvedimenti sono stati emessi dal Giudice per le indagini preliminare di Palermo, Antonella Consiglio per i reati di associazione mafiosa, estorsione plurima, incendio plurimo, danneggiamento, detenzione illegale di armi ed esplosivi, ricettazione.

Tra gli arrestati, tutti di Alcamo, spiccano i fratelli Nicolò e Diego Melodia, pregiudicati mafiosi di 85 e 74 anni, ritenuti gli attuali reggenti della cosca, rispettivamente padre e zio di Antonino Melodia (capo indiscusso del mandamento alcamese per alcuni anni) e di suo fratello Ignazio, detto “il dottore”  che stanno scontando in carcere pesanti condanne per associazione mafiosa ed estorsione.

Un altro ordine di carcerazione ha riguardato la moglie di Antonino Melodia, Anna Maria Accurso di 46 anni, che avrebbe ricevuto e custodito i proventi delle estorsioni e di altre attività illecite della cosca. Arrestata anche un’altra donna, Anna Greco, pregiudicata di 49 anni, avrebbe avuto invece l’incarico di recapitare le lettere estortive alle vittime designate e di incassare le somme del pizzo.10084_polizia

Altri due arrestati, Filippo Di Maria, impiegato forestale di 49 anni, e Gaetano Scarpulla di 40 anni, ritenuti uomini di fiducia di Nicolò Melodia e organicamente inseriti nella famiglia mafiosa di Alcamo, si occupavano, spiegano gli investigatori,  di riscuotere le tangenti estorsive.

Un altro arrestato è Tommaso Vilardi, di 66 anni, mentre gli ultimi tre provvedimenti sono stati notificati in carcere ai pregiudicati mafiosi Lorenzo Greco e Felice Vallone, di 77 e 41 anni, ed al pregiudicato Stefano Regina, di 45 anni.

A Foggia, invece,   gli agenti della squadra mobilea hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sette persone. Le accuse nei confronti degli arrestati vanno dall’associazione mafiosa, tentato omicidio, estorsioni, detenzione e porto abusivo di armi.

Tra le persone arrestate anche il presunto capo clan Vito Lanza. Le indagini sono state avviate nella primavera del 2008 quando, dopo le scarcerazioni di alcuni  pregiudicati, è stata registrata a Foggia una ripresa delle estorsioni ai danni di imprenditori locali. I contrasti generati dal controllo dei proventi delle attività illecite e le scarcerazioni di elementi di vertice della mafia foggiana hanno fatto riesplodere la guerra tra due clan della “società”, la mafia di Foggia.

Nel corso di questa guerra sono rientrati il tentato omicidio di Claudio Russo e di Angelo Bruno, oltre a l’omicidio di Antonio Bernardo, elemento di spicco della mafia foggiana ucciso il 27 settembre del 2008.

A Roma, infine, la  Squadra Mobile ha eseguito diverse ordinanze di custodia cautelare e perquisizioni. Nel mirino della questura  il mercato della cocaina gestito da una associazione a delinquere costituita da personaggi romani e sud americani. Gli indagati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La droga, importata dal Perù, veniva distribuita nel Lazio ed in Sicilia.

Tra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite alle prime ore di questa mattina dalla squadra mobile di Roma, figura anche Domenico Nardo, di anni 50, gà  arrestato lo scorso giugno nell’ambito dell’operazione Golem. L’uomo si definiva cugino del boss latitante Matteo Messina Denaro e manteneva rapporti con Leonardo Bonafede, reggente della famiglia di Campobello. Proprio nell’estate del 2008 Nardo, che aveva fornito della droga nella capitale a Franco Indelicato, è andato a Campobello a chiarire i termini della transazione.

L’operazione, denominata “cash and carry”  ha consentito di ricostruire le rotte del narcotraffico dal Sud America all’Italia. Dal Perù la cocaina veniva introdotta in Italia tramite corrieri sud americani che occultavano la droga in doppifondi ricavati nelle valige. La droga, quindi, veniva distribuita sul mercato romano in occasione di eventi mondani. Tra i perquisiti anche gente del mondo dello spettacolo.