Stesso omicidio, pena diversa: Italia dà l’ergastolo, Germania 5 anni

Pubblicato il 3 Gennaio 2012 13:30 | Ultimo aggiornamento: 3 Gennaio 2012 13:30

MILANO – Il tribunale di Milano ha condannato all’ergastolo Clemente Rhodius per l’omicidio del broker navale Elvio Burulli. Il broker fu ucciso nella notte tra l’8 ed il 9 marzo del 1989 ad Albairate, in provincia di Milano, prima di concludere un affare a Londra che avrebbe fruttate diversi milioni di lire. Rhodius uccise Burulli in modo cruento assieme a Peter e Conrad Walz. bruciando e picchiando Burulli. I due fratelli, colpevoli quanto Rhodius, sono stati processati in Germania e condannati a 5 anni e 6 mesi dal tribunale di Karsruhe. Due pesi e due misure che il diritto europeo sancisce nella “ne bis in idem”, il principio per cui una persona processata e condannata per un delitto non può essere sottoposta nuovamente ad azione penale per lo stesso fatto.

Klaus Walz aveva ideato l’omicidio, ma catturato nel 1992 si uccise. I fratelli Walz erano ricercati dall’Italia, ma solo nel 2008 la procura di Milano scopre che nel 1994 la Corte di Karsruhe ha dato la sua sentenza. Una condanna decisamente lieve rispetto a quella di ergastolo comminata al complice Rhodius dalla giustizia italiana. I legali italiani dei Walz hanno allora invocato il principio “ne bis in idem”, accettato da giudice. Per l’efferato omicidio sconteranno una pena di appena 5 anni rispetto allo sfortunato Rhodius. Peter e Conrand Walz poi sono stati doppiamente fortunati: per il reato di incendio doloso, di competenza solo italiana, non saranno processati perché ormai caduto in prescrizione.