Palagonia, delitto feroce. Ora si teme la “caccia al nero”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 Agosto 2015 11:29 | Ultimo aggiornamento: 31 Agosto 2015 13:59
Palagonia, delitto feroce. Ora si teme la "caccia al nero"

Mamadou Kamara, l’ivoriano fermato per il duplice omicidio di Palagonia

CATANIA – La paura, ora, è che parta la caccia al nero. Può succedere al cara di Mineo e a Palagonia (Catania) dove domenica 30 agosto una coppia di coniugi settantenni è stata brutalmente uccisa in casa. Un delitto feroce, a scopo di rapina: lui, Vincenzo Solano, è stato sgozzato. Lei, Mercedes Ibanez, è stata gettata dal balcone. Tutto per un bottino fatto di un pc, una videocamera, un paio di cellulari.

Per quel delitto è stato fermato Mamadou Kamara, 25 anni proveniente dalla Costa d’Avorio. Un ospite del Cara di Mineo, la struttura che in zona si occupa dell’emergenza migranti. Lo hanno fermato all’ingresso del Cara (10 chilometri da Palagonia) con un borsone con dentro la merce rubata. Indossava vestiti che poi sono risultati in possesso della vittima. Gli altri, i suoi, insanguinati.

Non ci vuole un sociologo per capire che cosa possa succedere. L’aria a Palagonia e dintorni è quella di una irreale quiete prima di una possibile tempesta. Il procuratore che coordina l’indagine  fa capire al Corriere della Sera che il pericolo c’è:

“Il Cara crea problemi che noi dobbiamo gestire con poco personale, facendo fronte all’emergenza — conferma Giuseppe Verzera, procuratore di Caltagirone, colui che ha firmato il decreto di fermo per duplice omicidio e rapina aggravata nei riguardi dell’ivoriano —. Quello di via Palermo è stato un delitto efferato, macabro, ci siamo trovati davanti una scena incredibile. L’indagine però non si è ancora conclusa e la coordino io personalmente”.

Il giorno dopo la mattanza ha parlato anche la figlia delle due vittime. Ha detto che la colpa è anche dello Stato. Ha chiesto personalmente a Matteo Renzi di spiegare cosa e perché sia successo. Spiegare l’inspiegabile. Parole, quelle della donna, dettate dal dolore per una assurda e feroce barbarie.