Pamela Mastropietro è stata uccisa con due coltellate al fegato e un colpo in testa

Pubblicato il 13 febbraio 2018 8:46 | Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2018 8:46
Pamela Mastropietro è stata uccisa con due coltellate al fegato e un colpo in testa

Pamela Mastropietro è stata uccisa con due coltellate al fegato e un colpo in testa

ROMA – Due coltellate e poi un colpo in testa. Così è stata uccisa Pamela Mastropietro dal branco, prima di essere fatta a pezzi e messa in due valigie. La conferma arriva dall’esito dell’esame istologico, consegnato lunedì pomeriggio dal medico legale Mariano Cingolani al procuratore capo di Macerata Giovanni Giorgio. A spezzare la vita della diciottenne romana che il 29 gennaio si era allontanata da una comunità di recupero, sono state due coltellate al fegato e un colpo alla testa. L’istologico eseguito dal professor Mariani prova quanto già ipotizzato nel corso della seconda autopsia: la ragazza era ancora viva quando è stata colpita al fegato e alla testa. Per sapere invece se, in quel pomeriggio del 30 gennaio, abbia assunto droga, occorre attendere i risultati dei test tossicologici, per i quali occorre più tempo. Da verificare ancora, inoltre, l’ipotesi di violenza sessuale.

Intanto si allarga il numero degli indagati. Oltre ai tre spacciatori nigeriani arrestati, un loro connazionale ha ricevuto un avviso di garanzia per concorso in omicidio, vilipendio, distruzione, soppressione e occultamento di cadavere. Si tratta di un uomo di 39 anni, difeso dall’avvocato Paolo Cognini, che ha avuto contatti telefonici con gli arrestati il pomeriggio del 30 gennaio. In particolare con Innocent Oseghale, 29 anni, bloccato poco dopo il ritrovamento del cadavere. Ma secondo i carabinieri e la procura di Macerata l’uomo non dovrebbe essere coinvolto nel delitto: è stato indagato a sua garanzia e per escludere la sua colpevolezza. Contro di lui infatti non esistono le prove che sono state contestate a Oseghale e Desmond Lucky, 22 anni, e Lucky Awelima, 27, in stato di fermo da sabato.

Come riporta Grazia Longo per La Stampa:

I Ris hanno inoltre effettuato diversi prelievi nell’appartamento dove si è svolta la mattanza. La scoperta è degna di un film dell’orrore. Piccoli frammenti di brandelli di pelle di Pamela sono stati ritrovati sul terrazzo. Si esclude categoricamente il prelievo e la scomparsa di organi interni, mentre manca tutta la pelle del collo. Gli organi genitali sono stati completamente fatti a pezzi, forse per nascondere un abuso di carattere sessuale. Nella lavatrice dell’alloggio è stato individuato del sangue, rilasciato probabilmente durante il lavaggio di indumenti degli assassini o stracci usati per pulire la scena del crimine. Sangue anche su alcuni sacchetti di plastica rinvenuti in casa.

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