Papa: “Basta sangue in Siria”. E agli italiani: “Collaborino per il bene comune”

Pubblicato il 25 Dicembre 2012 15:23 | Ultimo aggiornamento: 25 Dicembre 2012 15:28
Papa: "Basta sangue in Siria". E agli italiani: "Collaborino per il bene comune"

Papa: “Basta sangue in Siria”. E agli italiani: “Collaborino per il bene comune” (Foto Lapresse)

CITTA DEL VATICANO – Nel suo messaggio natalizio Urbi et Orbi, papa Benedetto XVI chiede la pace nel mondo, pace per la Siria, l’Egitto, la Terra Santa, l’Africa. E agli italiani chiede collaborazione e che siano solidali per il bene comune

Buon Natale agli abitanti di Roma e dell’Italia intera!”, ha detto il Papa nel primo dei suoi auguri natalizi in 65 lingue. ”Con la nascita di Gesù è apparso nel mondo l’amore di Dio per gli uomini – ha proseguito – Questo amore, che l’odierna festa natalizia ci fa contemplare, favorisca lo spirito di collaborazione per il bene comune, induca a riflettere sulla gerarchia di valori con cui attuare le scelte più importanti, ravvivi la volontà di essere solidali e doni a tutti la speranza che viene da Dio”.

Nella notte di Natale il papa si era affacciato su Twitter con questa immagine della sua infanzia: “Che gioia quando facevo il presepe in famiglia, ogni anno nuove figure e il muschio per decorarlo“. Poi, nell’omelia di mezzanotte Benedetto XVI ha lanciato ancora un accorato appello per la pace e per la fine di ogni violenza in nome della religione: “Le spade siano forgiate in falci”, e al posto delle armi arrivino gli aiuti per chi soffre.

Un invito a pregare perché Israeliani e Palestinesi possano condurre un’esistenza in pace, e così pure i Paesi vicini. In particolar modo la Siria, “profondamente ferita e divisa da un conflitto che non risparmia neanche gli inermi e miete vittime innocenti”. Lo sguardo di papa Ratzinger è rivolto al destino dei cristiani perseguitati nel mondo. In Siria la minoranza cristiana, circa 1,8 milioni di anime, è rimasta globalmente ai margini della rivolta popolare contro il regime di Assad. Per timore delle reazioni degli islamisti, la sua gerarchia e gran parte della sua comunità hanno assunto una posizione favorevole al regime.

Benedetto XVI auspica che la “pace germogli nella Terra dove è nato il Redentore, ed Egli doni a Israeliani e Palestinesi il coraggio di porre fine a troppi anni di lotte e di divisioni, e di intraprendere con decisione il cammino del negoziato”.

Un pensiero anche all’Egitto e ai paesi attraversati dalla primavera araba. “Nei Paesi del Nord Africa, che attraversano una profonda transizione alla ricerca di un nuovo futuro – ha detto il papa – in particolare in Egitto, terra amata e benedetta dall’infanzia di Gesù, i cittadini costruiscano insieme società basate sulla giustizia, il rispetto della libertà e della dignità di ogni persona”.

Ma il papa guarda anche a Sud, “Il Natale di Cristo favorisca il ritorno della pace nel Mali e della concordia in Nigeria, dove efferati attentati terroristici continuano a mietere vittime, in particolare tra i cristiani. Il Redentore rechi aiuto e conforto ai profughi dell’Est della Repubblica Democratica del Congo e doni pace al Kenya, dove sanguinosi attentati hanno colpito la popolazione civile e i luoghi di culto”.

La conclusione in latino: “Veritas de terra orta est!” (La verità è germogliata dalla terra), il suo augurio natalizio scelto in questo Anno della Fede, tratto da un verso dei Salmi.