Parabiago (Mi): quindicenne muore investito dal treno, era steso sui binari per una specie di roulette russa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 novembre 2018 10:29 | Ultimo aggiornamento: 21 novembre 2018 10:29
Parabiago (Mi): quindicenne muore investito dal treno, era steso sui binari per una specie di roulette russa

Parabiago (Mi): quindicenne muore investito dal treno, era steso sui binari per una specie di roulette russa

ROMA – Si è steso sui binari con il treno in arrivo per una sfida tra adolescenti, un’assurda prova di coraggio finita male: questa la causa della morte di un ragazzo di 15 anni alla stazione di Parabiago, vicino Milano. Ieri alle 19 e 18, il treno partito dalla stazione di Milano alle 18,30 e diretto a Domodossola (e che non doveva fermarsi a Parabiago) non è riuscito a interrompere in tempo la sua corsa, nonostante il macchinista abbia tirato il freno d’emergenza: steso sui binari c’era il quindicenne italo-marocchino.

Poco prima ci aveva provato un tredicenne: dopo la morte dell’amico è finito sotto choc, ma gli altri ragazzi della comitiva avrebbero raccontato della sorta di roulette russa improvvisata sui binari. La Polfer continua a indagare, mancano ancora le immagini delle videocamere alla stazione che dovrebbero confermare le circostanze della tragedia. Anche per fugare con certezza le prime voci che parlavano di un suicidio.

Un pendolare ha raccontato a Il Giorno quanto ha visto: “Ero fermo sul secondo binario e c’era questo gruppetto di ragazzini, molti stranieri e qualche ragazza italiana. Hanno iniziato a muoversi da una parte all’altra della massicciata ferroviaria. Poi dal gruppo si sono staccati in due e sono andati in fondo al binario tre”. Intanto l’altoparlante aveva annunciato l’arrivo del treno: “Uno dei due ragazzini rimasti si è sdraiato sui binari. Aveva fatto una scommessa con l’amico, con tutta probabilità, mentre l’altro si è seduto sulla panchina a vedere la scena. Il treno è arrivato ed il ragazzo è stato travolto. Sono stato il primo ad avvicinarmi. È stata una scena che non dimenticherò mai.

In ogni caso non si è trattato di un incidente, di una fatalità. Quei ragazzi non dovevano stare là, soprattutto non dovevano giocare con la vita.