Pendolare molestata dai bulli in treno, nessuno interviene in suo soccorso

di Ilaria Del Prete *
Pubblicato il 26 Marzo 2010 11:42 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2010 11:42

L’impiegata trentaseienne G. R. viaggiava come tutte le mattine da ormai otto mesi sulla tratta ferroviaria Mestre-Susegana, ed è stato su quel treno che un gruppetto di bulli l’ha prima infastidita e poi minacciata. Uno di loro ha avvisato: «Domani salirò di nuovo su questo treno e ti ritroverò…».

Spaventata, la donna originaria della Marca trevigiana ma da poco residente a Mestre, ha avvertito la polizia ferroviaria dell’accaduto.

Agli agenti ha spiegato che alla fermata di Mogliano un gruppo di sette o otto studenti è salito sul regionale 2826, e nonostante lo scompartimento non fosse ancora pieno, le si sono seduti accanto e hanno cominciato ad importunarla perché aveva chiesto loro di abbassare la voce. L’hanno toccata, pronunciando bestemmie e parolacce e mettendo le scarpe sui sedili. Ha raccontato la donna, «ho chiesto a uno di loro di mettere giù i piedi. Per tutta risposta un altro mi ha chiesto se prendo quel treno ogni mattina, nel qual caso mi avrebbe aspettato il giorno dopo. Poi i suoi amici lo hanno calmato. Il gruppo, composto da ragazzi di origine italiana e nordafricana, è poi sceso a Lancenigo».

Nella carrozza centrale del treno, dove la donna era seduta ma alla quale di solito preferisce quella in testa alla vettura, nessuno dei passeggeri  è intervenuto in suo soccorso, e all’impiegata non è rimasta altra scelta se non chiamare la Polfer. «Ho parlato con il capotreno – ha concluso –  mi ha detto che quel gruppo di ragazzi è sempre sul 2826. Per tranquillità ho memorizzato il numero della polizia ferroviaria sul mio cellulare».

* Scuola di Giornalismo Luiss