Perugina mette in cassa integrazione 867 persone. E’ sciopero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 febbraio 2014 21:24 | Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2014 21:24
Perugina mette in cassa integrazione 867 persone. E' sciopero

Perugina mette in cassa integrazione 867 persone. E’ sciopero

PERUGIA – Cassa integrazione per tutti gli 867 dipendenti a tempo pieno della Perugina Nestlè di San Sisto, a Perugia, la fabbrica dei Baci.  Questa la richiesta dell’azienda “unilateralmente” decisa e comunicata ai lavoratori che al termine delle assemblee di fabbrica hanno affidato ai sindacati un pacchetto di otto ore di sciopero, oltre alla proposta di contratti solidarietà, al posto della Cig.

Da subito, parte anche lo stato di agitazione permanente nello stabilimento perugino. Secondo fonti sindacali, la richiesta di cassa integrazione andrebbe da zero ore a una riduzione di orario, ma non è ancora chiara la sua distribuzione sull’organico. I sindacati non temono comunque al momento un blocco della produzione, ma “l’esame congiunto”, già richiesto all’azienda dalle organizzazioni, deve ancora cominciare.

La mancanza della “parte strategia” perché l’ammortizzatore “non sia fine a sé stesso” è ciò che preoccupa di più secondo Michele Greco, coordinatore della rsu della Perugina.

“Siamo consapevoli della gravità della crisi in essere – riferiscono, in una nota congiunta, Flai-Cgil, Fai-Cisl, Uila-Uil e rsu – ma siamo altrettanto consapevoli che i suoi effetti sono amplificati oltremodo dalla mancata reazione, attraverso scelte industriali coraggiose ed investimenti, da parte del management italiano. Per questo non riteniamo accettabile scaricare in modo superficiale le conseguenze di questa situazione esclusivamente sul salario dei lavoratori, attraverso l’utilizzo di un ammortizzatore passivo e difensivo quale è la cassa integrazione”.

Secondo sindacati e lavoratori, il contratto di solidarietà (applicato anche lo scorso anno), al contrario presuppone un accordo su un piano industriale “che deve dare una prospettiva seria”.

“L’atteggiamento di Nestlé e la mancanza di un guida forte a livello di direzione azienda – concludono i sindacati – non offrono al momento queste garanzie”.