Poliziotto Prato: “Ho scritto io i post razzisti su Facebook”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Luglio 2016 9:03 | Ultimo aggiornamento: 20 Luglio 2016 9:03
Poliziotto Prato: "Ho scritto io i post razzisti su Facebook"

Poliziotto Prato: “Ho scritto io i post razzisti su Facebook”

ROMA – Poliziotto Prato: “Ho scritto io i post razzisti su Facebook”. Prima ha insultato pesantemente la vedova nigeriana del ragazzo ucciso a Fermo. Poi se l’è presa con epiteti irriferibili all’indirizzo del presidente della camera Laura Boldrini.

Nascosto dietro l’anonimato in versione social un poliziotto in servizio della Questura di Prato che ha ammesso le sue responsabilità di fronte al pm  Giuseppe Nicolosi. Così ha giustificato i suoi eccessi segnati da spregevole razzismo: “È vero, sono stato io. Ero nervoso, gli ultimi attacchi terroristici mi avevano dato alla testa”.

Fatto sta che ora è indagato per i reati di istigazione all’odio razziale e diffamazione a mezzo stampa, la Questura ha avviato un procedimento disciplinare mentre nel frattempo è stato sospeso dai normali incarichi e spostato in un ufficio lontano dal pubblico. Dunque non si trattava di un troll, di un profilo fake, di un hacker, tutte circostanze che l’indagine ha via via escluso prima di arrivare al poliziotto costretto a confessare.

Diversi i post, poi rimossi, che finiscono sul tavolo della squadra mobile e della polizia postale. “Giustizia è stata fatta e quella donna, nera bianca o gialla che sia deve essere incriminata e lasciata alla sua vita inutile…”, il primo messaggio, pubblicato insieme con un articolo di stampa in cui si parla della presunta nuova versione di Chiniery sui fatti che hanno portato alla morte del marito. Poi gli attacchi si concentrano su Boldrini, per la scelta di non partecipare ai funerali delle nove vittime italiane del terrorismo a Dacca e “santificare” invece due persone, Emmanuel e sua moglie, che “che hanno mandato in galera un innocente”. (Luca Serrano, La Repubblica)