“Pronto? Sono Francesco”: le telefonate del Papa al centralino della Curia, all’edicola…

Pubblicato il 11 Aprile 2013 18:25 | Ultimo aggiornamento: 11 Aprile 2013 18:26
"Pronto? Sono Francesco": le telefonate del Papa al centralino della Curia, all'edicola...

“Pronto? Sono Francesco”: le telefonate del Papa al centralino della Curia, all’edicola…

CITTA’ DEL VATICANO – “Pronto? Sono Francesco“, “Francesco chi?”, “Il Papa“. Immaginate l’espressione dello sventurato centralinista della Curia generalizia dei Gesuiti quando, all’indomani della sua elezione, dall’altra parte del telefono si è dovuto relazionare con uno che si spacciava per “il Papa” in persona. O lo sgomento dell’edicolante di Buenos Aires quando, nella cornetta del telefono, ha sentito la voce di Papa Francesco che gli chiedeva di sospendere l’abbonamento dei giornali.

A quelle, ne sono seguite altre, nei primissimi giorni di pontificato: diverse telefonate del nuovo Papa, alla Plaza de Mayo di Buenos Aires, semplicemente per parlare alla folla. Telefonate che resteranno nella storia e che danno la misura della persona che è salita al soglio pontificio, un uomo che fatica a prendere dimestichezza con l’altissimo ruolo che riveste, ma pure un papa umile, che per la prima volta nella storia si è scelto un nome simbolo, come quello di Francesco.

Che papa Bergoglio fosse anti-convenzionale e un po’ sopra le righe lo si era capito fin dalle sue prime parole, pronunciate dopo la fumata bianca. A una folla sterminata di fedeli, semplicemente disse “buonasera”  e fu subito amore. Ma a quasi un mese dalla elezione, papa Bergoglio, ormai affiancato da un segretario (il maltese Alfred Xuereb) e da un maggiordomo nel suo ‘quartier generale’ provvisoriamente allestito nella residenza vaticana di Santa Marta, non ha ancora perso l’abitudine di prendere personalmente in mano il telefono e cercare le persone con cui vuole parlare, ai numeri diretti, o, se ne è sprovvisto, ai centralini.

L’ultimo caso è legato alla Pontificia Università Gregoriana, tempio intellettuale dei Gesuiti, ateneo da cui è uscito il grosso della classe dirigente della Chiesa cattolica. Nei giorni scorsi papa Francesco ha telefonato personalmente al centralino della Gregoriana per parlare con due docenti gesuiti di sua vecchia conoscenza. Si tratta di padre Humberto Miguel Yanez Molina, direttore del dipartimento di Teologia morale, e padre Damian Guillermo Astigueta, professore ordinario e direttore della rivista ”Periodica De Re Canonica”, entrambi argentini (il primo di Mendoza, il secondo di Buenos Aires), il cui rapporto con papa Bergoglio risale a quando questi era superiore provinciale dei Gesuiti nel Paese sudamericano.

Papa Francesco ama rispondere anche agli inviti personalmente. Sabato scorso ha fatto squillare il cellulare di padre Giovanni La Manna, presidente del Centro Astalli per i rifugiati, anche questo dei Gesuiti, che lo aveva invitato con una lettera a visitare la struttura. Prudentemente, padre La Manna aveva trascritto anche il suo numero di telefonino nella missiva, ma non è che ci sperasse tanto. Nonostante l’accorgimento, infatti, anche per lui la sorpresa è stata grande quando ha sentito la voce del Pontefice, tanto da aver ammesso candidamente di aver pensato anche a uno scherzo.

Del resto, papa Francesco non esita nemmeno a telefonare agli uffici vaticani consultando i numeri sull’elenco telefonico come farebbe chiunque altro, sorprendendo uscieri, centralinisti e dipendenti. Tanto che in diversi ambienti gira già il monito di fare attenzione quando si risponde alle chiamate perché dall’altra parte del filo potrebbe esserci, chissà, anche il successore di Pietro. .