Radio Vaticana: “Il doppio cognome? Un attacco alla famiglia”

Pubblicato il 14 Marzo 2012 - 15:44 OLTRE 6 MESI FA

ROMA – Le nuove norme sul doppio cognome, approvate a febbraio dal Consiglio dei ministri e di prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sono un "attentato" alla famiglia e alla persona: e' in sintesi la posizione espressa da alcuni esperti intervistati dalla Radio Vaticana, che pubblica sul suo sito le interviste.

Il provvedimento varato dal Cdm, che mira a semplificare le procedure per cambiare cognome, elegge il Prefetto "unica autorità decisionale" in materia, mentre finora le domande venivano presentate alle Prefetture ma spettava al Viminale la decisione finale. Si potra', ad esempio, aggiungere il cognome materno a quello paterno, le donne divorziate o vedove potranno aggiungere il cognome del nuovo marito ai propri figli, per coloro che hanno ricevuto la cittadinanza italiana sara' possibile mantenere il cognome con il quale erano identificati all'estero.

"Non c'è dubbio che questa estrema liberalizzazione – commenta Giuseppe Dalla Torre, presidente del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano e Rettore della Libera Università Maria Santissima Assunta di Roma – costituisca un attentato alla nozione di famiglia. La nozione di famiglia è la nozione che fa riferimento ad un gruppo sociale organizzato, all'interno del quale c'è la trasmissione della vita e che porta i segni della continuità. E' evidente che in questo modo, noi diamo un colpo a questa realtà, inquinando e, al limite, lasciando cadere ogni traccia nel giro di una o due generazioni con il rapporto generazionale".

Sulla stessa linea Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari: "questa idea della semplificazione – apparentemente burocratica – dentro le relazioni familiari, rischia di buttare via anche valori importanti come la storia familiare. In alcuni casi ci vorrebbe più custodia degli aspetti relazionali, della qualità dell'ambito familiare, che qui sembrano trattati semplicemente come delle sovrastrutture burocratiche e formali. Insomma: il cognome, l'appartenenza ad una identità familiare, è un aspetto molto importante, ma sembra in un certo senso che non conti più niente".