Ragusa, uccide la madre e si suicida. Giallo sul movente

Pubblicato il 22 Maggio 2010 18:37 | Ultimo aggiornamento: 22 Maggio 2010 21:04

Una Gazzella dei Carabineri

Ha scagliato contro l’anziana madre la pedaliera dello step da palestra che aveva in casa sfondandole il cranio, poi l’ha accoltellata più volte all’addome. Il sangue gli è schizzato sui vestiti, a quel punto Daniele Arestia, 37 anni, si è spogliato ed è fuggito di casa nudo. Ha percorso poche decine di metri, giunto in un prato l’uomo si è ferito al petto con lo stesso coltello con cui aveva appena massacrato la madre, poi si è tagliato la gola.

La polizia ha ricostruito la scena del matricidio-suicidio in base agli indizi trovati nell’appartamento, in via Anfuso a Ragusa, dove la scorsa notte si è consumata la tragedia familiare. Resta il giallo del movente, su cosa abbia scatenato la furia omicida di un uomo che i vicini di casa descrivono come una persona “normale, affabile, gentile, educata e di buon cuore”.

Gli investigatori ipotizzano un raptus, forse l’omicida-suicida soffriva di depressione Nunziata Pluchino, 65 anni, è stata trovata morta nel suo appartamento al sesto piano del palazzo di via Anfuso, in un quartiere residenziale a breve distanza dal centro commerciale Le Dune e dal palazzetto dello sport di via Zama. A scoprire il cadavere è stata la figlia che ogni mattina era solita andare a trovare la madre nella sua abitazione. Quando è arrivata davanti il portone, la donna ha visto alcune le macchie di sangue, ha suonato al citofono, ma nessuno ha risposto, così ha telefonato col cellullare ma il telefono squillava a vuoto.

A quel punto ha chiamato la polizia. Gli agenti hanno trovato il corpo in una pozza di sangue. Il cadavere del figlio della donna, Daniele, è stato invece scoperto a circa 300 metri dall’abitazione, in un prato: era nudo, con ferite da taglio al petto, la gola squarciata e accanto al cadavere il coltello, l’arma del matricidio-suicidio. Gli inquirenti ritengono che la lite tra madre e figlio sia scoppiata intorno all’1.30 della scorsa notte.

Nunziata Pluchino era titolare di un negozio di ceramica molto frequentato in via dei Frassini; suo figlio Daniele era disoccupato e saltuariamente l’aiutava nell’attività commerciale. Gli investigatori stanno ascoltando parenti e amici della famiglia per risalire ai motivi che hanno trasformato un uomo tranquillo nel feroce assassino. L’uomo aveva sempre vissuto con la madre, mentre il fratello e la sorella abitano con i rispettivi nuclei familiari in un’altra zona della città.