Reggio Calabria, mamma faceva prostituire figlia e le sue amiche, arrestati in quattro. I loro familiari picchiano giornalisti

Pubblicato il 6 Ottobre 2009 15:35 | Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre 2009 17:18

Una ricarica telefonica, una borsa di spesa, un telefonino, pochi euro. Queste le regalie ricevute da tre minorenni per avere rapporti sessuali con uomini maturi.

La regista della squallida storia di prostituzione portata alla luce dai Carabinieri a Motta S. Giovanni in provincia di Reggio Calabria è la mamma di una delle ragazze F.D., 49 anni, che è finita in carcere, mentre ai tre frequentatori delle minorenni sono stati concessi gli arresti domiciliari.

Si tratta di un pensionato, M.S., 63 anni, di L.F. (63), operaio, e di I.A., 40 anni, operaio. Tutti dovranno rispondere del reato di prostituzione minorile, mentre alla donna è stata anche applicata l’aggravante.

Una delle tre giovani implicate nella storia che è figlia della donna finita in carcere, da poco ha raggiunto la maggiore età.

I rapporti che i tre arrestati hanno avuto con le giovani sono stati saltuari – secondo quanto hanno reso noto i carabinieri – ed avvenivano in macchina tra Saline Ioniche e Melito Porto Salvo. Le tre studentesse erano amiche, mentre le famiglie di due di loro erano all’oscuro di tutto. L’operazione è stata chiamata in codice “Il monaco”, dal nome che uno degli arrestati avrebbe utilizzato per gli appuntamenti.

Anche il marito della donna finita in carcere, un operaio, era totalmente all’oscuro della vicenda, maturata in un contesto sociale medio-basso. La mattina del 6 ottobre davanti alla sede della compagnia dei carabinieri di Melito Porto Salvo, ci sono state scene di panico con i familiari dei destinatari del provvedimento di limitazione della libertà personale che si sono scagliati contro fotografi e operatori tv.

Le indagini dei carabinieri sono durate un anno e mezzo: la storia sarebbe iniziata quando le ragazze avevano sedici anni. L’attività investigativa mira adesso ad identificare altre persone coinvolte nella vicenda. Al momento, gli inquirenti stanno indagando per capire la posizione di un noto ginecologo in servizio presso il Presidio Ospedaliero di Melito Porto Salvo.