Sergio Chiamparino, ex sindaco di Torino, indagato per abuso in atti d’ufficio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Ottobre 2013 18:44 | Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2013 20:06
Sergio Chiamparino, ex sindaco di Torino, indagato per abuso in atti d'ufficio

Sergio Chiamparino (Foto Lapresse)

TORINO – Sergio Chiamparino, sindaco di Torino dal 2001 al 2011, è indagato per abuso in atti di ufficio nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei locali dei Murazzi, lungo il Po. Nella stessa incheista è indagato anche l’ex city manager del Comune di Torino Cesare Vaciago e l’ex assessore al commercio Alessandro Altamura. A differenza di Chiamparino, però, Vaciago non è stato convocato per l’interrogatorio.

Ad essere contestato a Chiamparino è la delibera con cui, nell’agosto del 2009, vennero rinnovate le concessioni ai gestori dei locali dei Murazzi. Secondo l’accusa le concessioni vennero rinnovate nonostante irregolarità come le parziali inadempienze nel pagamento dei canoni.

L’ex sindaco di Torino è attualmente presidente della Compagnia di San Paolo (la fondazione che è principale azionista della Banca Intesa SanPaolo), ma ha annunciato di voler dare le dimissioni lunedì. Chiamparino è uno degli esponenti di spicco del Pd.

Il Consiglio Generale della Compagnia, però, sarebbe orientato a respingere le dimissioni di Chiamparino. Il gesto del presidente, certamente non dovuto, è considerato un atto di riguardo verso la Fondazione e anche per questa ragione tra i consiglieri sta prendendo corpo l’idea di respingere unanimamente le dimissioni.

“Oggi mi è stato recapitato un avviso di garanzia, ha spiegato lo stesso Chiamparino, per fatti risalenti al periodo del mio precedente incarico di sindaco della città di Torino. Sono assolutamente sereno e pronto a collaborare con la Magistratura, convinto come sono di aver sempre cercato di perseguire l’interesse generale della città, quindi anche a proposito delle concessioni di locali sui Murazzi del Po, oggetto dell’indagine. Rendendomi tuttavia conto dei possibili danni reputazionali che questa vicenda potrebbe arrecare alla Fondazione, che ho l’onore di presiedere, e per tenerla al riparo da questioni ad essa totalmente estranee, rimetterò il mio mandato al Consiglio Generale, già convocato per lunedì prossimo”.