Siena, estremisti di destra progettarono di far saltare moschea di Colle Val d’Elsa: 2 arresti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Novembre 2019 16:39 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2019 20:10
Siena, estremisti di destra progettarono di far saltare moschea di Colle Val d'Elsa: 12 indagati

L’arsenale sequestrato dalla Digos nelle perquisizioni a 12 persone eseguite nel Senese nell’inchiesta sull’estremismo di destra (foto ANSA)

ROMA – Inneggiavano al fascismo e al nazismo, disponevano di armi e di esplosivi, tra cui tritolo e polvere da sparo, ed erano pronti a usarli. Sono dodici, tutte residenti a Siena e provincia, le persone perquisite oggi dalla Digos nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Firenze sull’estremismo di destra. Per due, un 60enne  e il figlio di 22 anni, è scattato l’arresto in flagranza per detenzione di tritolo, polvere da sparo e parti di ordigni bellici della Seconda Guerra Mondiale.

Il reato contestato agli indagati è detenzione abusiva di armi o esplosivi, aggravato dalla finalità terroristica. Il gruppo aveva progettato di far saltare in aria la moschea di Colle Val d’Elsa, ma il progetto naufragò perché si sentivano la polizia addosso e temevano di essere scoperti. “Aveva già portato le mappe, gli si voleva far saltare il coso col gas così saltava tutto”, si sente dire in un’intercettazione. Poi il padre fu avvicinato da alcuni poliziotti della questura di Siena, si insospettì e decise che non se ne doveva fare nulla.

Secondo le indagini la figura di spicco del gruppo sarebbe proprio lui, incensurato, impiegato in banca. Si faceva fotografare con la divisa delle Ss su un sidecar o mentre impugnava un vero bazooka, fingeva di sparare ai cartelli dell’Anpi e collezionava nel suo garage bottiglie piene di esplosivo. Oltre a detenere, in modo legittimo, numerose armi, nel tempo libero fabbricava silenziatori artigianali per pistole con un tornio, con i quali, dice nelle intercettazioni, voleva rifornire “mezza Siena”.

Insieme al figlio, con metal detector, andava a caccia di bombe, residuati bellici, nelle campagne. Tra i “camerati”, così si chiamavano tra loro, ci sono altri due dipendenti di banca. Gli indagati si definivano “al di là di Casapound e Forza Nuova”. In una conversazione il 60enne invocava la necessità di ricostituire la ‘guardia nazionale repubblicana’ per fare “giustizia sommaria”. Per risolvere le questioni politiche, affermava in un’altra intercettazione, “bisogna sparare”, “se c’è da andare a sparare – continuava – noi s’ha tutti l’armi e tante”. Non sono mancate offese al Presidente della Repubblica e frasi razziste. Sequestrati ordigni, elmetti e divise tedesche e italiane dell’ultima guerra, fucili, mitra, coltelli, tirapugni, mazze di legno, simboli nazisti e fascisti.

Fonte: Ansa.