S&P diceva: “Siamo deboli sull’Italia”. Poi ci ha declassato

Pubblicato il 3 Luglio 2012 18:20 | Ultimo aggiornamento: 3 Luglio 2012 18:27

ROMA – Analisti di Standard & Poor’s che parlano al telefono lamentandosi di non avere esperti in grado di valutare in modo corretto il rating dell’Italia e analisti, sempre di S&P, che già ad agosto 2011 ipotizzano il passaggio di consegne da Silvio Berlusconi a un ipotetico governo tecnico.

L’inchiesta di Trani sulle agenzie di rating arriva al capitolo intercettazioni telefoniche. E non mancano telefonate che fanno pensare. In una telefonata del 2011, per esempio, la responsabile di S&P per l’Italia, Maria Pierdicchi parlando al telefono con Deven Sharma, ex presidente S&P Financial Services afferma: ”Alcuni analisti non ritengono che noi avessimo la capacitàdi sostenere questo tipo di azioni di rating in Italia al momento, ritengono che serve più personale Senior che si occupi dell’Italia; sono venuta a sapere queste cose da persone durante i meeting e durante le conversazioni che servono più esperti Senior vista la situazione molto delicata”.

Sempre il 3 agosto 2011 una telefonata intercettata la responsabile di S&P Italia parla di possibili dimissioni di Berlusconi con arrivo di un governo tecnico:  ”Ci sono delle evoluzioni a livello politico: Berlusconi andrà da Napolitano a parlare, c’è la possibilità di un governo tecnico perché  Berlusconi è sotto pressione”.   Paola, la responsabile della comunicazione, spiega l’Ansa, riferisce a Pierdicchi che Frank Gill, sempre di S&P, aveva mandato una mail in questo senso aggiungendo: ”Prendiamo tempo e vediamo come vanno le cose”, riferendosi ad una riunione interna sull’Italia.

Berlusconi, effettivaminte, rassegnò le dimissioni ma solo il 12 novembre, quindi ben tre mesi dopo l’ipotesi di S&P. I tagli di rating, invece, nonostante l’assenza presunta di “esperti senior” arrivarono sia a settembre 2011 sia a gennaio 2012. Il presidente della Consob Giuseppe Vegas, in un’audizione al pm di Trani che indaga sulle agenzie di rating ha definito la scelta di S&P “assolutamente non condivisibile”. A suo giudizio quel taglio di rating  ”è arrivato come un fulmine a ciel sereno e quindi qualche sospetto che questo può aver dato luogo a movimenti di mercati c’è”.