Spelacchio, l’annuncio del Comune di Roma: “E’ morto”. La stessa azienda dietro altri casi

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 dicembre 2017 20:13 | Ultimo aggiornamento: 18 dicembre 2017 20:13

ROMA – Alla fine, dopo tante polemiche e sfottò, il Comune di Roma ha dato il triste annuncio: Spelacchio è morto, o quasi. Al massimo riuscirà a sopravvivere fino alla fine delle festività, mascherando sotto gli addobbi, la sua sofferenza.

Il triste destino dell’albero di Natale che l’amministrazione Raggi ha posizionato in piazza Venezia a Roma, appare ormai segnato. Brutto, secco e pure morto ammazzato: la parabola di Spelacchio assume sempre più i contorni di un giallo. Di chi è la colpa? Nel botta e risposta tra il Campidoglio e i fornitori della Val di Fiemme, che da oltre 10 anni fornisce alla città gli alberi di Natale, spunta un terzo attore: la Ecofast Sistema srl, la società che si è occupata del trasporto e che al momento tace.

L’aspetto scarno dell’albero infatti non è certo dovuto alla sua natura. Si diceva fosse un larice e per questo più spoglio ma è falso: Spelacchio è un abete rosso. E non è vero che soffre perché ha poche radici: non ne ha proprio, è stato tagliato dal momento che non si può estirpare un albero così grande.

Non è vero neppure che la Val di Fiemme ha rifilato Spelacchio a Roma perché era brutto e le faceva fare brutta figura: l’albero in partenza era bellissimo, ha perso le foglie forse per il trasporto inadeguato, forse perché stressato per la siccità.

Secondo la Pefc, l’associazione italiana che certifica la gestione sostenibile delle foreste, “l’albero presenta oggettivamente dei traumi, tuttavia è necessario fare chiarezza su alcuni elementi e caratteristiche della pianta, per evitare di semplificare un tema delicato come quello della cura degli alberi e della gestione sostenibile delle foreste di provenienza”.

Occorre dunque fare chiarezza per capire chi ha ucciso Spelacchio. Sul banco degli imputati c’è la Ecofast Sistema, la ditta che si è occupata del trasporto dalla Val di Fiemme a piazza Venezia e della sua istallazione. Ma anche il Comune di Roma che per quel trasferimento, considerato dagli esperti la causa del tracollo dell’albero, ha pagato ben 48 mila euro.

Scrive il Corriere della Sera che secondo il contratto infatti il Campidoglio sarebbe dovuto intervenire entro 24 ore, ma ciò non è accaduto, senza contare che la stessa ditta è incaricata della cura di altre tre aree verdi: Gianicolo, Balduina e Castel Sant’Angelo, che per la verità tanto verdi non sembrano.

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