Stamina, Andolina commissario (indagato) per infusioni: “Chiesto nuovo parere

di reda
Pubblicato il 5 Giugno 2014 20:46 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2014 21:11
Stamina, Andolina commissario (indagato) per infusioni: "Chiesto nuovo parere

Marino Andolina

MILANO – Serve un nuovo parere del giudice sulla nomina di Marino Andolina a commissario “ad acta” degli Spedali Civili di Brescia. Il vice presidente di Stamina era stato chiamato da un giudice di Pesaro a riprendere le infusioni di cellule staminali mesenchimali sul piccolo Federico Mezzina, un bimbo di 3 anni e mezzo affetto dal morbo di Krabbe. Ma la sua nomina ha creato parecchie polemiche dal momento che il numero due di Vannoni è pure indagato a Torino, proprio nell’ambito dell’inchiesta sul metodo Stamina.

A chiedere un nuovo parere è stato il direttore generale degli Spedali Civili, Ezio Belleri. Lo riferisce lo stesso Andolina che alle 13 di giovedì si è presentato a Brescia insieme a Federico e ai suoi genitori, per portare a termine il compito assegnatogli. Ma dopo un colloquio con il direttore Belleri, ha dovuto fermare tutto, attendendo un nuovo intervento del giudice che chiarisca la possibilità legale di dare ordini ai medici o di intervenire al loro posto:

”Ho parlato con Ezio Belleri, il direttore generale degli Spedali Civili, e mi ha chiesto un nuovo parere da parte del tribunale di Pesaro sulla mia possibilità legale di dare ordini ai medici e in caso di loro rifiuto di prendere il loro posto. È quindi tutto fermo”.

Andolina resterà nel reparto di ortopedia tutta la notte di giovedì, dove il piccolo paziente è ricoverato.

”Avevo proposto di praticare io stesso la lombare, e avere al mio fianco un medico obiettore anestesista che intervenisse in caso di necessità, ma non è stato possibile”.

Quanto alla disponibilità manifestata da un anestesista di Busto Arsizio (Varese), dopo la ricerca mossa dai Civili, il vicepresidente Stamina resta cauto:

”Se non è abituato a trattare i bambini – ha commentato – escludo che possa collaborare con noi”.

Intanto sull’ordinanza si sono accesi i riflettori del Consiglio superiore della magistratura, che ha trasmesso alla prima commissione e al Pg presso la Cassazione un fascicolo sulla vicenda, preludio di una azione disciplinare nei confronti dei magistrati. Mentre il giurista Santosuosso suggerisce anche che intervenga l’avvocatura dello Stato e ricorra contro l’ordinanza del tribunale di Pesaro per bloccarne l’attuazione.

L’intervento del Csm era stato quasi invocato dalla senatrice Elena Cattaneo: ”Mi domando se magistrati che ordinano di trasfondere preparati di cui essi non conoscono il contenuto, i cui consulenti tecnici spesso sono i medesimi che hanno ritrattato le diagnosi sui pazienti quando interrogati dalla procura di Torino, non possano essere oggetto di un intervento di approfondimento del Csm o del Ministro della Giustizia”.

Così pure il capogruppo Pd al Senato, Luigi Zanda, secondo il quale ”la nomina di Andolina a commissario ad acta appare molto discutibile”.

“La vicenda Stamina è molto seri e in passato non è stata seguita con la cautela necessaria – ha ammonito Zanda – Andolina, infatti, oltre ad essere parte in causa nella vicenda della contestata cura, essendo vicepresidente della Stamina Foundation di Davide Vannoni, è indagato, proprio sul metodo Stamina, per associazione a delinquere e truffa”.

Nessun commento dal presidente del tribunale di Pesaro Mario Perfetti. L’ordinanza, del 3 giugno scorso e immediatamente esecutiva, riguarda solo il caso del piccolo Federico Mezzina di Fano. Il Tribunale, giudici a latere Carla Fazzini e Vicenzo Pio Baldi (relatore), era chiamato a decidere sul ricorso presentato dalla famiglia Mezzina dopo la rinuncia all’incarico del presidente dell’Ordine dei medici di Brescia Ottavio Di Stefano, che i giudici avevano nominato una settimana fa.

Sulla decisione dei giudici interviene invece Vannoni,che alle famiglie dei pazienti chiede ”di continuare ad aver fiducia nel diritto. Se Andolina farà degli ordini di servizio che rimarranno disattesi potrebbero scattare sanzioni disciplinari e anche una denuncia alla Procura. Anche per altri casi si potrebbe  percorrere la stessa strada, quella che porta alla nomina di Andolina commissario ad acta”.

Tiziana Massaro, mamma del piccolo Federico, è disperata:

 

 ”Marino Andolina è indagato? E chi se ne frega, non è stato condannato in terzo grado, e comunque l’inchiesta non ha nulla a che vedere con il caso di Federico”.