Stupro di gruppo a Montalto, parla l’avvocato: “Nessuno ha mai pensato al reinserimento di Marilena”

Pubblicato il 18 Ottobre 2009 18:12 | Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre 2009 18:18

stupro«Nessuno ha mai pensato al reinserimento di Marilena. Accanto a lei non c’è mai stata alcuna istituzione pubblica. Nessuno le ha chiesto di cosa avesse bisogno. Nessuno le ha mai proposto un lavoro, nemmeno stagionale, nonostante abbia dovuto lasciare la scuola».

È lo sfogo dell’avvocato Piermaria Sciullo, difensore della studentessa di Tarquinia (Viterbo), stuprata da otto suoi coetanei nella pineta di Montalto di Castro nel 2007.«La legge – aggiunge il legale – prevede che i suoi stupratori, perché minorenni, vadano aiutati a reinserirsi in società, ma intanto la loro vittima è stata completamente abbandonata a se stessa. Non ce l’ha nemmeno fatta ad essere presente in aula il giorno dell’udienza. E non ha ricevuto nessuna solidarietà né dalle istituzioni locali né da chi le aveva assicurato la propria disponibilità ad aiutarla».

L’avvocato Sciullo è sicuro che «assistenti sociali, psicologi, e altre figure di supporto in questa fase potrebbero essere un valido aiuto per la ragazza. Ma non si sono mai visti. Ora si apre un’altra delicata fase, quella della causa civile per il risarcimento del danno. È auspicabile che la sua famiglia riceva aiuti concreti che finora non ha mai avuto. Marilena, pur essendo una studentessa modello, dopo lo stupro non ce l’ha fatta a tornare a scuola. Ha anche provato ad iscriversi in un istituto di Roma, ma non è riuscita ad inserirsi. Da allora ha provato a cercare un lavoro, anche stagionale, ma nessuno glielo ha offerto».