Vaccino Covid 19: chi ci chiama, alla fine? Pronto, la Asl… Ma anche il medico di famiglia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Dicembre 2020 - 14:19 OLTRE 6 MESI FA
Vaccino Covid 19, chi ci chiama?

Vaccino Covid 19: chi ci chiama, dove saremo convocati? (Ansa)

Vaccino Covid 19: chi ci chiama, dove ci convoca – davvero, diciamo dopo la primavera se non siamo medici, infermieri, over 80, a rischio – per sottoporci alle due dosi previste? 

Dove ci inoculeranno il vaccino: a casa, in ospedale, in una struttura dedicata della Asl di riferimento, dentro “unità mobili” come prefigura alla fine della campagna il Piano strategico del Ministero della Salute?

La prima fase, abbiamo capito, riguarderà categorie prioritarie come medici e infermieri e in generale il personale sanitario. In questo caso la procedura sarà interna ai posti di lavoro e più facile sebbene riguardi circa un milione e mezzo di candidati alla vaccinazione.

Vaccino Covid: chi ci chiama? Le categorie prioritarie

Insieme al personale sanitario, il personale che opera nelle Rsa (le case di riposo) e gli anziani ospiti delle strutture, più di mezzo milione di candidati. Quindi gli over 80 e chi versa in condizioni gravi per comorbilità associate: in Italia sono più di quattro milioni gli over 80.

“Nella fase iniziale […] si prevede una gestione centralizzata della vaccinazione con l’individuazione di centri ospedalieri o peri-ospedalieri e l’impiego di unità mobili destinate alla vaccinazione delle persone impossibilitate a raggiungere i punti di vaccinazione”.

Ti chiama la Asl, avvertita dalle Regioni, istruite dal ministero. Alla fine del processo ricevi un certificato di immunizzazione (dovrebbe durare 9 mesi). Questa la catena di trasmissione. 

Il Piano strategico del Ministero 

Diciamo a metà marzo – esaurita la vaccinazione delle categorie prioritarie – inizierà la fase 2. Il grosso degli anziani tra i 60 e gli 80 anni, più le categorie professionali a contatto con il pubblico come gli insegnanti.

Chi li chiama? La catena va dal centro alla periferia, l’incognita è il soddisfacimento della capacità di somministrazione. Serve personale medico e paramedico: ti chiama la Asl, ti dice di recarti nel centro vaccini, oppure dal medico di famiglia se non dal pediatra.

Se siamo arrivati a luglio senza intoppi, significa che sta per toccare – essere vaccinati – al resto della popolazione. La fase tre (“un sogno lontano”, suggerisce La Repubblica). A quel punto dovrebbe essere facile come andare in farmacia, se davvero saranno stati coinvolti – come prevede il Ministero – “Medici di Medicina generale e Pediatri di Libera Scelta, della sanità militare, dei medici competenti delle aziende”. (fonti Ministero della Salute, Repubblica)